«Una corsa contro il tempo  Il contagio è da rallentare»
L’ingresso dell’ospedale di Sondrio

«Una corsa contro il tempo

Il contagio è da rallentare»

Sertori: «A questi ritmi, non riusciremo più ad assistere tutti»

Moretti: «Non abbiamo niente contro i turisti, ma ora devono stare a casa»

Sono passati venti giorni da quando in Lombardia è iniziata l’emergenza coronavirus, e ora più che mai anche la provincia di Sondrio si trova a fare i conti con il problema, con numeri che, seppur ancora bassi rispetto ad altri territori regionali, sono in costante aumento, e con un ospedale il “Morelli” di Sondalo, in prima linea, tanti uomini e donne, personale lavora nei nosocomi, che si trova davvero “in trincea”.

«La situazione è oggettivamente molto critica – ha detto l’assessore regionale Massimo Sertori nel corso della conferenza stampa convocata ieri pomeriggio per fare un aggiornamento a livello locale -. A livello regionale sono ora 1.200 i posti in Terapia intensiva, partivamo da meno di 800. Abbiamo fatto un lavoro straordinario, perché la situazione è straordinaria, ma è una corsa contro il tempo, c’è la necessità di rallentare la diffusione del virus, altrimenti il sistema sanitario non riuscirà a reggere e non si potrà dare assistenza a tutte le persone».

«Quella di Sondrio – ha proseguito – è la provincia con minor numero di casi, ma non si può assolutamente abbassare la guardia. Attualmente risultano 91 persone positive al Covid-19 (poi i dati sono stati aggiorna a 104i, ndr), all’ospedale “Morelli” ci sono 16 persone ricoverate in Terapia intensiva, oltre ad più di 90 pazienti ospedalizzati. Dieci i decessi registrati. Al momento sono 18 i posti in Terapia intensiva, ma si potrà arrivare a 35. Servono, però, monitor e ventilatori, si fa fatica a reperirli ma ci stiamo adoperando».

Il pensiero dell’assessore Sertori è poi andato al personale al lavoro negli ospedali, e al Morelli in particolare. «Stanno svolgendo un lavoro straordinario e con rischi altissimi - ha detto -. Medici, infermieri, ausiliari, tecnici, personale amministrativo, il personale del 118, tutte persone che ora sono in trincea, in prima linea. Per rispetto a loro e al lavoro che stanno facendo chi può deve restare a casa per arginare il contagio ed evitare che il sistema sanitario collassi». Il presidente della Provincia, Elio Moretti, ha poi voluto tornare sull’argomento che ha tenuto banco nel week-end, e cioè l’arrivo di turisti, proprietari di seconde case, in Valtellina.

«Non abbiamo assolutamente nulla contro i turisti – ha detto – ne abbiamo bisogno e li vogliamo. Ma in questo momento se una persona non ha una necessità impellente non deve spostarsi, per il suo bene e per quello di tutti. Se, poi, un turista ha la casa in provincia di Sondrio e ritiene che qui possa essere maggiormente tutelato può venire, ma poi deve restare nella seconda casa e rispettare le disposizioni. Ognuno deve fare la propria parte».

«I cittadini stanno rispondendo alla grande - ha concluso il sindaco di Sondrio, Marco Scaramellini -. C’è, purtroppo, ancora una piccola parte della popolazione che pensa di non essere interessata alla questione e di essere autorizzata ad aggirare le prescrizion».


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