Un valtellinese al vertice di Fondazione Cariplo
Da sin: Il nuovo presidente della Fondazione Cariplo Giuseppe Fosti, le vicepresidenti Claudia Sorlini, Paola Pessina e Giuseppe Guzzetti che lascia la guida dell'ente milanese dopo 22 anni

Un valtellinese al vertice di Fondazione Cariplo

Si tratta di Giovanni Fosti, 52 anni di Delebio, docente della Bocconi con la passione per la montagna, che prende il posto di Giuseppe Guzzetti che lascia la guida dell’ente milanese dopo 22 anni.

Fondazione Cariplo ha il suo nuovo presidente. Si tratta di Giovanni Fosti, docente della Bocconi con la passione per la montagna, che prende il posto di Giuseppe Guzzetti che lascia la guida dell’ente milanese dopo 22 anni. Il neo presidente da sei anni è componente della commissione centrale di beneficenza, l’organo di indirizzo della fondazione.

Giovanni Fosti, 52 anni, originario di Delebio, è il quarto presidente della Fondazione Cariplo. Sin da ragazzo, negli anni trascorsi in Valtellina, è stato impegnato in attività sociali come volontario. Ha conseguito la laurea in economia aziendale, presso l’Università Bocconi di Milano. Le persone a lui più vicine lo descrivono come minuzioso, curioso, attento nella lettura e con spirito di approfondimento. La montagna è la sua passione sin da ragazzo dove trascorre il tempo libero sciando. La carriera professionale si snoda principalmente alla Bocconi, con numerosi saggi sul terzo settore.

Ai vertici di Fondazione Cariplo ci saranno anche Paola Pessina e Claudia Sorlini, elette vicepresidenti. La Commissione Centrale di Beneficenza, insediatasi il 14 maggio scorso, ha completato anche la formazione del consiglio di amministrazione e indicato i membri del collegio sindacale.

La chiave per il futuro della Fondazione Cariplo sarà l’ascolto dei «bisogni che emergono dai territori, la comprensione delle esigenze della componente più fragile delle nostre comunità», ha detto Fosti dopo l’elezione. Giuseppe Guzzetti nel lasciare il suo incarico si è detto soddisfatto perchè «lascio la Fondazione in ottime mani. Vedo una Fondazione che, in pochi anni, da zero ha saputo diventare apripista e punto di riferimento in Italia e all’estero».


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