Lunedì 22 Luglio 2013

Un turismo in calo, meno stranieri

Vacanze più brevi anche in Valle

1 Una vista del centro di Livigno2 Una rassegna di promozione della Valtellina3 Passeggiata nel centro di Bormio

Sondrio

Anche se le performance di Sondrio e provincia appaiono meno negative che altrove, è pur sempre un dato preoccupante quello che emerge dalla rilevazione di Travel (Tourism reporting and evaluation in Lombardy) rispetto alle dinamiche del settore turistico in Lombardia. Che indicano, per il periodo fra marzo e maggio scorso, una contrazione negli arrivi, soprattutto nelle strutture alberghiere, e, elemento ancor più significativo, delle presenze di stranieri. Fermo restando il dato, ormai cronico, della contrazione della durata dei soggiorni nelle strutture lombarde.

Tradotto in numeri, gli arrivi, sono diminuiti del 6,7% in Lombardia, negli alberghi, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, e del 4,8% nelle strutture extra alberghiere, quali bad and breakfast, campeggi e residence.

Il quadro provinciale

Le presenze sono, al pari, calate del 6,8% e del 4,1% rispettivamente per gli alberghi e per la ricettività extra alberghiera. Mentre, la presenza straniera rilevata da Travel si attesta sul 48,1% contro quella effettiva del 49,1% raggiunta nel biennio 2011-2012.

Il quadro regionale. Pesante il quadro provinciale di Sondrio, che ricalca l’andamento nazionale, anche rispetto all’attrattività di stranieri. Sia rispetto agli arrivi sia rispetto alle presenze, nel periodo di rilevazione marzo-maggio 2013, infatti, Sondrio e provincia se la cava meglio rispetto alla media regionale dal momento che gli arrivi segnano un -4,8% per gli alberghi (-6,7% dato regionale) e, addirittura, un + 0,9% per le strutture extra alberghiere (-4,8% dato regionale).

Le presenze in labergo

Lo stesso per le presenze alberghiere calate del 5,1%, ma pur sempre meno del dato regionale, pari a -6,8%, mentre, anche qui, le presenze nelle strutture extra alberghiere segnano un + 0,8% contro il - 4,1% regionale. E va anche sottolineato che quelli relativi alla provincia di Sondrio, su arrivi e presenze in strutture extra alberghiere, sono gli unici due dati positivi registrati su tutte le provincie lombarde. Mentre il calo degli arrivi di quasi il 5% su Sondrio è, pur sempre, fra i più contenuti insieme a Monza Brianza (- 0,9%), Mantova (- 3,2%) e Milano (- 3,7). Tutti gli altri dati sono ben superiori, compresa la vicina Lecco (- 6,4%) e Como (- 8,7). Stesso discorso per le presenze, considerato che il nostro - 5,1% è peggiore solo alla performance di Monza Brianza (- 2,7), Milano (- 3,1) e Mantova (- 3,9).

La media regionale

Anche rispetto al calo della presenza straniera rilevato da Travel, in collaborazione anche con Unioncamere Lombardia e la Regione, appare innegabile, ma non così marcato. Si parla di un -1,7% considerato che la rilevazione ha individuato un 33% di stranieri presenti in provincia di Sondrio fra marzo e maggio contro il 34,7% di presenza effettiva rilevata nel biennio 2011-2012.ù

In questo caso, però, il calo paventato si avvicina di molto alla media regionale dato che si parla di un 1,6% in meno, con il 48,1% di presenze rilevate dal Travel contro il 49,7 di presenze effettive sul biennio. Rispetto alla presenza di turisti stranieri va evidenziato che solo Brescia, Cremona e Monza Brianza segnano un dato positivo che si aggira sui 3-4 punti percentuali. Infine, la permanenza media, cioè la durata dei soggiorni, quella con cui sono chiamati a fare i conti i nostri operatori. Ebbene, Sondrio si distingue anche qui dal momento che la rilevazione sulla primavera di quest’anno indica una permanenza di 4 giorni contro i 3,8 effettivi del biennio scorso. E’ anche la permanenza media più alta in assoluto a livello regionale, seguita dai 3,9 giorni di Brescia, dai 2,9 di Lecco e dai 2,6 di Como e atteso che la media fra tutte le provincie è di 2,5 giorni appena.

Vale la pena sottolineare, però, il clima generale di sfiducia presente nel comparto in regione considerato che gli operatori, interpellati al riguardo, giudicano negativo l’andamento futuro del comparto nell’85% dei casi e la previsione dell’andamento clienti è data in diminuzione dal 36% degli intervistati.

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