«Un treno perso almeno quattro anni fa  Arianna ha vinto, noi stiamo a guardare»
Ettore Castoldi con a fianco Dario Ruttico (Foto by archivio)

«Un treno perso almeno quattro anni fa

Arianna ha vinto, noi stiamo a guardare»

Ettore Castoldi, delegato provinciale del Coni, non ha dubbi sul’errore commesso. «Se avessimo creato un pool “Arianna Fontana”, le tre medaglie avrebbero ripagato gli sforzi».

Fa discutere e non poco quanto affermato dal vicepresidente della Comunità montana Dario Ruttico, a cui ha fatto eco il direttore del consorzio turistico Terziere Superiore Gigi Negri. Il fatto che la Valtellina non abbia creduto ad Arianna Fontana, lasciando che altri la sponsorizzassero accompagnandone i trionfi, è un macigno che pesa. E non poco.

Sul tema interviene il delegato provinciale del Coni di Sondrio, Ettore Castoldi: «Felicissimo per questa ragazza che ha raccolto i frutti del notevole impegno profuso in questi anni - esordisce -. Penso anch’io che la Valtellina doveva valorizzare le peculiarità di Arianna, ma il discorso sarebbe dovuto partire quattro anni fa. Doveva essere un discorso di amministrazione provinciale, che avrebbe dovuto investire su un “programma” di ampio respiro, pilotando tutto, con un tantino di lungimiranza d’accordo, ma puntando sulla sua indiscussa internazionalità».

«Come Coni la cosa l’avrei vista, come ci ha creduto ai tempi il Creval e sarebbe stato un investimento di immagine importante - prosegue Castoldi -. Adesso l’amministrazione provinciale sta investendo con noi sui giovani, un progetto con la scuola dell’infanzia definito “RossoGialloBlu” mirato a loro, sperando tra 4, 6 anni di pescare altre Arianna Fontana».

«Potrebbe essere anche la Regione a investire sulla provincia in quest’ottica di finanziare un ambito sportivo che finisce sempre per sfociare nel campo turistico. L’unica certezza è il discorso coi giovani che però darà frutti, se ne darà, tra qualche anno». «Come dice Dario Ruttico, abbiamo perso il treno, ma da quattro anni almeno - ribadisce il delegato del Coni -. Attorno ad Arianna si poteva fare una bella campagna pubblicitaria, metterle in testa un casco sul quale campeggiava il nome Valtellina e le ultime medaglie vinte avrebbero più che premiato quella lungimiranza, che invece adesso sa di miopia».

«Da Torino 2006 in avanti c’è stato un crescendo del quale non abbiamo fruito. Arianna ha meravigliosamente dipanato il suo lungo filo fatto di impegno, sacrifici e lavoro, noi siamo stati a guardare. Metti che avessimo creato un pool “Arianna Fontana”, un consorzio, a questo punto le tre medaglie erano “capitalizzate” anche per noi».

Intanto l’azzurra si divide tra un impegno e l’altro. «Arianna è stata molto “amata” dai coreani – ci raccontava mamma Luisa -, che l’hanno subissata con richieste di foto, selfie e autografi, ma non dimentichiamo il gran lavoro svolto da suo marito Anthony Lobello, che le ha dato un grande sostegno sia psicologicamente che nella preparazione tecnica».

«Peccato che Anthony non ci sarà sabato pomeriggio nella festa in programma a Berbenno, perché ritorna in America per impegni di studi, mentre Arianna, che l’accompagna all’aeroporto in questi giorni, domenica ritornerà a Courmayeur per affrontare i suoi prossimi impegni sul ghiaccio». Intanto le cerimonie dedicate alle azzurre protagoniste a Pyeongchang non mancano. Ieri sera la Valdisotto ha festeggiato Martina Valcepina, medaglia d’argento nella staffetta olimpica.

Domani sera alle 20,30 al Palaghiaccio di Bormio, l’Alta Valtellina tributerà il suo riconoscimento alle quattro ragazze della staffetta di short track (Lucia Peretti, Martina Valcepina, Arianna Fontana e Cecilia Maffei), nonché ai loro colleghi di avventura olimpica Yuri Confortola (short track), Thomas Bormolini (biathlon), Maicol Rastelli e Mirco Bertolina (sci nordico).

Sabato sarà Arianna Fontana a ricevere il suo tributo. In quella palestra dell’Ic Fumasoni nella quale 250 ragazzini sabato 10 febbraio l’hanno vista su schermo gigante iniziare la sua splendida avventura a cinque cerchi, in quella stessa palestra dov’era stato presentato il libro “Da Ulderico ad Arianna” a dicembre, redatto da alcuni appassionati sportivi di Berbenno con lei presente a ricevere il gagliardetto della Provincia da portare a casa Italia a PyeongChang, ci sarà alle 16,30 il tributo alla regina con il Fan club in cabina di regia. Un altro evento che promette di scrivere un capitolo importante nella storia dello sport valtellinese.


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