Un ritorno senza intoppi  Bene l’ingresso a scaglioni
Ragazzi, genitori, insegnanti: inizia un nuovo anno e i primi momenti sono sempre carichi di pensieri e aspettative (Foto by foto Gianatti)

Un ritorno senza intoppi

Bene l’ingresso a scaglioni

Tutto organizzato alla Quadrio con le maestre ad attendere gli alunni Meago della Ligari: «Vogliamo scongiurare il rischio di una nuova Dad»

Parola d’ordine: fiducia. All’inizio del terzo anno scolastico segnato dalla pandemia sembra essere questo il concetto chiave sposato dal mondo dell’istruzione, su tutti i livelli.

Tanta la gioia sul volto ieri di bambini e ragazzi di ogni età alla ripresa delle lezioni in un clima, appunto, di parziale incertezza su come andrà l’anno, ma anche di tanta speranza e buoni propositi.

Ed è sempre un’emozione ritornare sui banchi di scuola dopo un’estate di vacanza per ritrovare nuovi e vecchi compagni, specie per chi ha vissuto il passaggio – non sempre facile – da un grado all’altro. Lo sanno bene i “remigini” – come venivano affettuosamente chiamati un tempo i bambini all’inizio della scuola primaria – che ieri hanno fatto un vero e proprio salto di qualità.

Ad attenderli nel cortile della “Quadrio” c’erano le loro maestre, pronte a iniziare con loro un importante ciclo quinquennale in cui crescere, imparare e divertirsi.

Giusto un prato verde divide il cortile delle elementari di via Cesare Battisti dall’ingresso della secondaria “Ligari”, diretta da Ombretta Meago che inizia il suo settimo anno alla guida delle scuole dell’Istituto comprensivo Sondrio Centro.

Ad attendere un centinaio di primini suddivisi su cinque sezioni, tre di francese e due di tedesco, ieri c’era proprio la dirigente, assieme alla collaboratrice Leda Montinaro e ai docenti delle classi.

«Già prima della pandemia – spiega Meago – per il primo giorno di scuola abbiamo sempre adottato l’ingresso a scaglioni: alle 7.50 i ragazzi di terza, quindi alle 8.10 quelli di seconda e, per finire, l’accoglienza alle 8.30 dei primini». A maggior ragione, dunque, «anche quest’anno ci è parsa la soluzione migliore da adottare, così da evitare assembramenti e la confusione tipica del primo giorno».La sicurezza, dunque, prima di tutto. «Abbiamo predisposto dei “box” a terra in base alle classi: ogni studente già sa dove deve collocarsi insieme ai compagni di classe. Ad attenderli la mattina ci sarà poi l’insegnante della prima ora».

La dirigente riconosce poi «l’importanza di una comunicazione chiara e rassicurante per favorire il rapporto scuola/famiglia quanto più sereno possibile».

L’incontro

La scorsa settimana ho incontrato virtualmente tutti i genitori per rassicurarli e spiegare loro le regole - ha spiegato ieri - . Questa mattina mi collegherò telematicamente con tutte le classi per un saluto e per alcune indicazioni a partire dal vademecum sulla sicurezza che già tutti hanno ricevuto sul registro elettronico». Nel periodo della ripartenza, Meago si dice fiduciosa. «Certamente i rischi ci sono sempre, è innegabile. Ma tutto sommato sono tranquilla: la situazione sembra andare per il verso giusto, speriamo continui così».

La speranza di tutti, poi, è che l’anno scolastico possa realizzarsi completamente in presenza, dopo le tante – e anche troppe – ore di didattica a distanza che, trasversalmente, negli ultimi due anni scolastici hanno coinvolto (chi più, chi meno) tutti gli ordini di scuola.

Attività collaterali

«Dobbiamo proprio scongiurare il rischio di una nuova Dad», continua la dirigente. «Da un lato non si può negare che il periodo di scuola a distanza ha contribuito a sviluppare nei nostri ragazzi competenze informatiche, ma dall’altro è evidente a tutti quanto abbia influito dal punto di vista relazionale».

Proprio per questo motivo «la didattica dev’essere in presenza: scuola è anche il momento dell’intervallo, l’ora della mensa, l’attività fisica in palestra».

«Tutti momenti che favoriscono la socializzazione e la crescita personale», conclude Meago.


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