«Un patto di polizia locale esemplare»
La polizia locale mandamentale con le autorità civili e militari del territorio e provinciali

«Un patto di polizia locale esemplare»

Sabato sera gli agenti del mandamento di Tirano hanno tirato le somme dell’attività svolta sul territorio. E dal questore al presidente della Provincia tutti hanno esaltato il modello per l’efficienza e la collaborazione

Il Patto locale di sicurezza urbana Media Valtellina, divenuto ufficialmente operativo nel giugno 2018 e sottoscritto in Prefettura nel novembre 2017 fra prefetto, presidente della Cm di Tirano e i sindaci dei dodici Comuni del mandamento di Tirano, è un apripista per l’intera provincia. Questo il segnale mandato sabato sera alla casa vinicola “La Gatta” di Bianzone, alla Festa provinciale della polizia locale, promossa dal comitato di coordinamento del Patto, in occasione della festa patronale di San Sebastiano, e coordinata da Fausto Schivardi. L’auspicio che la sperimentazione, peraltro «la prima a livello nazionale su autorizzazione del ministero», come ha puntualizzato il comandante della polizia locale di Tirano, Fabio Della Bona, possa essere replicata in altre realtà della provincia è stato unanimamente espresso dalle autorità intervenute e dai numerosi vigili operativi e in pensione.

L’accordo prevede servizi prestati extra orario di lavoro dagli agenti della polizia locale dei Comuni dove è presente un comando, con l’obiettivo di effettuare due uscite alla settimana della durata di quattro ore con una pattuglia composta da due operatori.

Negli ultimi nove mesi sono 539 i veicoli fermati, 89 i preavvisi per sosta vietata emessi, 57 i verbali su strada e un totale di 3.240 i chilometri percorsi con l’auto. «Una presenza in più sul territorio non è mai da sottovalutare - ha detto Della Bona - e la gente ha apprezzato di vedere una pattuglia girare con il lampeggiante nelle frazioni, perché ciò ha aumentato il senso di protezione e in molti ce l’hanno detto, soprattutto chi abita nei Comuni sprovvisti di polizia locale, ovvero Mazzo, Lovero, Vervio, Tovo e Bianzone. Il servizio ha permesso anche di supplire all’assenza imprevista di vigili, come è successo ad Aprica durante le festività natalizie».

Gerardo Acquaviva, questore di Sondrio, ha evidenziato come, in trent’anni di attività, abbia sempre conosciuto «contesti operativi con forza di polizia locale motivata, con alti livelli di professionalità - ha rimarcato -. Non oso immaginare la situazione di quei Comuni che non possono contare su un operatore che, sul territorio, esprime l’espressione della comunità. Gli agenti di polizia locale che ho incontrato sono sempre stati all’altezza e noto anche la collaborazione, nel contrasto ai reati, instaurata fra le forze di polizia. Le ultime disposizioni, anzi, vedono la polizia locale lavorare fianco a fianco di quella statale. Al cittadino non interessa chi intervenga per prima, si aspetta un supporto immediato». Acquaviva si è augurato, infine, che tutte le possibilità di intervento (ad esempio il fotosegnalamento) vengano estese anche ai vigili comunali, superando così le resistenze del passato, e che i comandi di polizia locale possano essere rafforzati e dotati di strumenti tecnologici e innovativi.

«Fare i complimenti alla polizia locale è semplice, perché questa riveste un ruolo di assoluta importanza come prevenzione e, quando serve, come repressione - ha affermato il presidente della Provincia, Elio Moretti, oltre che sindaco di Teglio -. I vigili sono l’anello di congiunzione fra istituzioni e cittadini e fra istituzioni e altre forze di polizia. Il sostegno delle istituzioni non verrà mai a mancare. Sposo l’idea che l’esperimento attuato nel Tiranese possa essere percorso a livello provinciale. Non è facile, ma con buona volontà e idee ci si può arrivare».


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