«Un passo verso l’autonomia»  «Soltanto sprechi e illusione»
Analisi differenti sulla consultazione di domenica

«Un passo verso l’autonomia»

«Soltanto sprechi e illusione»

Referendum, scontro tra il senatore Del Barba e il presidente Della Bitta

«Inutile strumentalizzazione politica» - «Bisogno oltre le appartenenze»

Un risultato, due visioni. All’indomani del referendum sulla cosiddetta autonomia che ha richiamato alle urne settantamila abitanti della provincia di Sondrio (il 42,3% degli aventi diritto), è scontro aperto tra il senatore dem Mauro Del Barba e il presidente della Provincia di Sondrio Luca Della Bitta. Il primo convinto sostenitore della legge Delrio e della riforma costituzionale bocciata a dicembre con la sua impronta più centralista, il secondo portabandiera dell’aspirazione autonomista di Valtellina e Valchiavenna si mettono sui due fronti opposti nel giudicare l’esito delle urne.

Ad aprire il dibattito, che si trasforma in polemica, è il senatore dem. «Saluto con grande gioia il risultato positivo del referendum in provincia di Belluno: la specificità montana ha vinto; un’occasione persa per la provincia di Sondrio». Ha dichiarato l’esponente dem in riferimento alla proposta di abbinare a quello regionale anche un referendum provinciale per la maggiore autonomia di Valtellina e Valchiavenna. Un’iniziativa estiva, per la quale secondo Milano non c’erano più i tempi tecnici.

Del Barba non si limita però alla recriminazione per quanto non è stato fatto, ma va all’attacco del voto di domenica. «Per quanto riguarda i due referendum regionali ora la si smetta di fare propaganda, spendere soldi pubblici e soprattutto dare false illusioni ai cittadini - attacca -. La via maestra, quella che meglio rappresenta le istanze di autogoverno responsabile e solidale del Nord come di tutto il Paese, è quella tracciata con la riforma costituzionale del 2001 e con la legge Delrio: due pietre miliari che delineano un cammino di progressiva e maggiore responsabilità locale compatibile con la necessaria cessione di sovranità a livello europeo su competenze transnazionali»

Da qui l’accusa di strumentalizzazione del tema da parte della Lega «che - punta il dito - ha prodotto costi, ritardi (Emilia Romagna docet), confusione nei contenuti e in Lombardia addirittura l’indebolimento di queste istanze, vista la scarsa affluenza al voto». «Da oggi - ancora Del Barba - si lavori seriamente sulla definizione delle materie oggetto di maggiore autonomia sia a livello regionale che provinciale. Il Pd, coerentemente con la storia degli ultimi anni che lo ha visto protagonista di riforme di vera autonomia locale, supporterà questo processo».

Affermazioni quelle del morbegnese che non sono affatto piaciute al presidente della Provincia, in prima linea per l’autonomia della provincia e per il referendum che infatti gli risponde a strettissimo giro di posta.

«Settantamila cittadini di Valtellina e Valchiavenna si sono recati ai seggi - ricorda con soddisfazione Della Bitta -, un numero che probabilmente ha stupito molti, che preferivano boicottare questo percorso, e che, ancora una volta, ci dice come la nostra gente condivida quello che stiamo facendo verso una provincia sempre più forte e con maggiore autonomia e responsabilità». Un risultato davanti al quale, ne è convinto Della Bitta, il Governo non potrà che costruire un percorso e in virtù del quale «mi sarei aspettato collaborazione anche da parte del rappresentante del territorio in Parlamento che invece preferisce dividere, distinguersi venendo meno ad una responsabilità nei confronti di ciò che il territorio chiede».

Della Bitta precisa anche che «il referendum della Provincia di Belluno, al quale Del Barba fa riferimento, sostanzialmente chiede di poter avere ciò che Sondrio ha già ottenuto, cioè una legge regionale che valorizzi la specificità della Provincia e che attribuisca competenze e risorse. Noi l’abbiamo già (la 16 del 2015)». Il presidente della Provincia tiene anche a ribadire come l’autonomia sia qualcosa che va al di là e viene prima delle singole posizioni di partito. «È qualcosa - dice - che rappresenta un desiderio di un territorio, tant’è che, nel nostro caso, di fronte a questo referendum, vi era stata la condivisione positiva e l’impegno a votare sì anche da parte del sindaco di Sondrio, capoluogo di provincia, di area del Pd».


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