Un anno è passato senza una soluzione   La “Machina de bater” resta senza casa
La storica mietitrebbia Mansal di 13 tonnellate subito dopo il restauro

Un anno è passato senza una soluzione

La “Machina de bater” resta senza casa

L’antica mietitrebbia fu esposta la scorsa primavera in piazza del Kuerc dopo i restauri Adesso si trova in un magazzino: «Ma vogliamo collocarla nel giardinetto in via Nesini»

L’anno scorso, quando fu esposta in piazza del Kuerc in occasione dei Pasquali e messa in moto a livello dimostrativo, la vecchia “machina de bater” destò grande interesse tra i bormini e i turisti. I volontari che, con oltre 500 ore di lavoro, si erano adoperati a restaurarla dopo tanti anni di incuria ed abbandono avevano chiesto alla comunità che si facesse carico di trovare una sede adeguata dove esporre la mietitrebbia, testimonianza preziosa del lavoro contadino nel Bormiese.

Sono passati dodici mesi e si è punto a capo. La Mansal, 13 tonnellate di ghisa e una quantità di storie e ricordi dal “peso” inestimabile, continua a stare “nascosta” alla Quadra, nei magazzini della famiglia Pedranzini, con grande disappunto dei tanti artigiani che si sono adoperati a ridarle vita e che vorrebbero che la macchina avesse la visibilità che richiede la sua bella storia.

«Sollecitiamo ora in particolare i soci della Cooperativa di Consumo, perché finalmente si pronuncino in modo chiaro sulla disponibilità a collocare la macchina nel giardinetto in via Nesini, sede che sia a noi che al Museo civico e alla commissione cultura del comune appare come la più idonea» spiega Egidio Pedranzini, a nome dei tanti che hanno lavorato al restauro e che, per la maggior parte, sono pure soci della Cooperativa, una società mutualistica nata negli anni difficili della prima guerra mondiale.


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