Un anno di fuoco, l’organico carente non frena l’attività
La messa è stata celebrata da don Christian Bricola

Un anno di fuoco, l’organico carente non frena l’attività

I pompieri hanno festeggiato la patrona Santa Barbara. Manca personale nelle squadre e tra gli amministrativi. Da gennaio a fine novembre effettuati 3.239 interventi.

Un anno sempre in prima linea per far fronte a incendi, emergenze, incidenti e richieste di soccorso e salvataggio, nonostante un organico di gran lunga inferiore a quella che dovrebbe essere la reale dotazione di personale delle caserme del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Sondrio. Lo ha evidenziato, in occasione delle celebrazioni per Santa Barbara, il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco Angelo Pappalardo nella sua relazione sull’attività dell’anno. In tutto, il Comando ha gestito 476 unità di personale, suddivise nella componente di ruolo e volontaria con 244 unità nei distaccamenti volontari e 36 unità discontinue a richiamo temporaneo. Per ciò che concerne il personale di ruolo, invece, sono stati 196 i soggetti in servizio di cui 115 Vigili del Fuoco e 69 capi reparto o capi squadra, a fronte, però, di un organico che dovrebbe essere di 79 capi reparto o capi squadra e 132 Vigili del Fuoco (carenza del 12%).

Le carenze si registrano anche tra gli ispettori e sostituti direttori anti-incendi (due sole unità in servizio a fronte di un organico che ne prevederebbe 10), tra il personale direttivo e dirigente (carenza del 33% sull’organico teorico) e tra il personale tecnico, amministrativo, contabile e informatico con sole otto persone in servizio quando ne sono previste il doppio.

«Le carenze maggiori - ha spiegato il Comandante provinciale Pappalardo nella sua relazione - si configurano nel ruolo degli ispettori e dei sostituti direttori, l’anello di congiunzione tra la carriera operativa e quella direttiva. Tale carenza incide negativamente nell’ordinaria gestione del Comando per l’assenza di figure responsabili delle varie unità organiche funzionali. Altra importante criticità riguarda il deficit del personale amministrativo e del ruolo tecnico informatico. Ciò non consente di fornire risposte immediate a tutte le incombenze che coinvolgono quotidianamente l’attività del Comando, ma alle quali viene comunque dato seguito grazie a un costante e professionale impegno di tutto il personale amministrativo».

Nonostante le carenze la presenza e gli interventi dei Vigili del Fuoco in Valtellina e Valchiavenna sono stati capillari: fino al 30 novembre, infatti, sono stati effettuati 3239 interventi, numero in linea con quello dell’anno scorso: gli incendi (801) sono prevalenti rispetto alle altre tipologie di “chiamata”, seppur in calo rispetto al 2018 e molti sono anche i cosiddetti interventi vari (1099). Si sono mantenuti stabili gli interventi per incidenti stradali (248), con picchi nei mesi di giugno (30) e agosto (31) e per dissesto idrogeologico (137), mentre sono in crescita gli interventi per ricerca e soccorso di persona (544).

Frequenti, seppur sempre in linea con i dati del 2018, anche gli interventi legati all’incendio di camini e canne fumarie, fuliggine, parti strutturali in legno e coperture le cui cause sono spesso riconducibili a installazioni non conformi alle regole e a cattiva manutenzione: in totale, quest’anno si sono registrati 98 casi, con il picco di 31 interventi a gennaio.

Infine, senza dimenticare le 1191 pratiche evase nell’ambito della prevenzione degli incendi, gli interventi particolari sono stati quello legato all’incendio del piano mansardato di un condominio a Sondrio lo scorso 4 gennaio; l’incendio di circa 2000 quintali di fieno a Piateda; e il salvataggio di animali a monte della località Terme Bagni Vecchi a Bormio.


© RIPRODUZIONE RISERVATA