Un altro prete morto per il virus  Don Attilio era a Chiuro da 35 anni
Don Attilio Bianchi in un’immagine di qualche anno fa (Foto by gianatti)

Un altro prete morto per il virus

Don Attilio era a Chiuro da 35 anni

Il sacerdote, 75 anni, era ricoverato dal 13 aprile e negli ultimi giorni si era aggravato. Il sindaco Maffezzini: «Si è speso tanto per il paese, non abbiamo nemmeno potuto salutarlo»

Un altro sacerdote diocesano è morto a causa del Covid-19. Si tratta di don Attilio Bianchi, settantacinquenne prevosto di Chiuro dal 1986 e amministratore parrocchiale di Castionetto da dieci anni, che nel pomeriggio di ieri è spirato all’ospedale di Sondalo, dove si trovava ricoverato dal 13 aprile scorso.

Negli ultimi giorni, le condizioni del sacerdote, nato a Morbegno il 22 agosto 1945 e ordinato a Como il 23 settembre 1972, si erano aggravate tanto da richiedere il trasferimento in terapia intensiva e l’intubazione.

«La notizia ci ha colti davvero impreparati - afferma il sindaco di Chiuro, Tiziano Maffezzini -. Certo, sapevamo che don Attilio era ricoverato, ma l’auspicio era che potesse tornare nella nostra comunità che ha profondamente segnato in 35 anni di presenza. Si è speso molto per il paese ed è stato una coscienza critica forte, capace di toccare tematiche che riguardavano la vita di tutti. Ora lascia un vuoto pesante».

Dopo aver celebrato la Pasqua con le sue comunità parrocchiali, don Bianchi ha cominciato ad avvertire i sintomi della malattia e tre settimane fa si è reso necessario il ricovero ospedaliero.

«Non abbiamo nemmeno potuto salutarlo - dice con rammarico il sindaco Maffezzini - ed è davvero brutto terminare così, in modo brusco, il cammino di comunità condiviso».

La notizia della morte di don Attilio Bianchi ieri pomeriggio ha raggiunto rapidamente anche il capoluogo, dove all’inizio del suo ministero il sacerdote era stato vicario parrocchiale alla Beata Vergine del Rosario, negli anni Settanta. Prima di essere nominato parroco di Faedo Valtellino, dove in molti ancora lo ricordano.

Commozione anche tra i vertici della Federazione italiana scuole materne, della cui sezione comasca don Bianchi era membro del consiglio direttivo come consulente ecclesiastico.

A ricordare don Attilio Bianchi, ieri, sono stati anche i numerosi fedeli di diverse comunità della provincia che, a partire dal 2010, gli chiesero di celebrare la Messa secondo il rito di Pio V, avvalendosi del motu proprio “Summorum Pontificum” di papa Benedetto XVI. L’esperienza, negli anni, ha radunato a Chiuro centinaia di persone desiderose di poter celebrare secondo la liturgia tradizionale.


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