«Un Albergo etico anche in provincia»
Un momento dell’incontro alla biblioteca di Albosaggia dedicato all’Albergo Etico (Foto by foto gianatti)

«Un Albergo etico anche in provincia»

Antonio De Benedetto, presidente della onlus di Asti, ha illustrato ad Albosaggia i cardini del progetto. Un modello virtuoso di lavoro che porta all’autonomia e che i Rotary di Sondrio, Bormio e Lecco intendono replicare.

Inclusione sociale, diritti, lavoro e accoglienza che fa rima con autonomia. Sono questi i cardini dell’Albergo etico di Asti, onlus dal 2006 pioniera nell’innovazione sociale e nel percorso di autonomia di soggetti con disabilità intellettiva, attraverso il loro inserimento lavorativo in strutture ricettive e alberghiere.

Un progetto, presentato lunedì sera ai genitori dei giovani ragazzi disabili dello Spa-H - servizio attivato da alcuni anni dalla Fondazione Albosaggia – dai Rotary Club di Sondrio e Bormio, che insieme a quello di Lecco, intendono replicare, con il loro contributo, il modello virtuoso. In verità il club dell’Alta Valle ha già tracciato il solco, come hanno dimostrato Daniele Berbenni, Marica Sala e Simone Mollea, tra ventenni disabili, intervenuti lunedì sera nella biblioteca di via Coltra a raccontare la loro esperienza. Autonomo, in grado di viaggiare da solo in treno dalla Valtellina ad Asti per proseguire la sua formazione, Mollea ha da poco iniziato a lavorare al bar di Bormio Terme e talvolta dà una mano in cucina, mentre Berbenni sta frequentando l’Albergo etico ad Asti, come farà Sala dal mese prossimo.

A fare gli onori di casa, Ornella Forza, presidente della Fondazione Albosaggia, che ha presentato Marco Caprari e Silvia Cavazzi, rispettivamente presidente del club rotariano sondriese e di quello di Bormio, oltre ad Antonio De Benedetto, chef che presiede la onlus piemontese. «Abbiamo fortemente voluto questa tavola rotonda per conoscere meglio questo bellissimo progetto, sul quale confrontarci, con l’intenzione di realizzare qualcosa di simile anche in provincia» ha detto Caprari, riconoscendo ai “colleghi” di Bormio il merito di aver già colto l’importanza del percorso, che fa dell’autonomia di persone disabili il suo fiore all’occhiello.

«Da tre anni collaboriamo con il Rotary Club di Bormio che è l’iniziatore di questo percorso – ha posto l’accento Caprari - e che l’ha sostenuto: ora anche Sondrio vuole entrare in gioco», coinvolgendo, da quello che si è appreso in sala, alcuni disabili dello Spa-H.

«L’unico nostro nemico è la paura» ha rimarcato De Benedetto rivolgendosi alle famiglie presenti, a cui ha presentato step by step la strada verso l’autonomia, da lui stesso definita, «professionalizzante, poiché si lavora e si diventa autonomi attraverso le mansioni svolte in albergo».

Fondamentale il ruolo delle famiglie, imprescindibile per iniziare il percorso: «La formazione di Albergo etico inizia sul posto, a casa propria in famiglia – ha ribadito più volte De Benedetto -. Il primo formatore non sono io, ma mamma e papà, con cui si stringe un patto, che prevede che per accedere alla formazione all’interno di Albergo etico, prima il genitore deve insegnare al proprio a usare il ferro da stiro. Poi dovrà insegnare – il tutto documentato in diretto collegamento con Asti, anche attraverso social e whataspp - ad accogliere i pari a cena e a cucinare, con i genitori fuori da casa». Terzo step, «accogliere un pari a pernottare con lui a casa». Dopodiché si inizierà la formazione ad Asti, per arrivare a diventare un lavoratore a tutti gli effetti.


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