«Uccisa in odio alla fede»:  suor Maria Laura sarà beata
chiavenna suor maria laura 8000 suora maria laura mainetti, la religiosa assassinata a Chiavenna in via Poiatengo (Foto by Rigamonti Dardo)

«Uccisa in odio alla fede»:

suor Maria Laura sarà beata

L’annuncio è stato dato in serata dal Vaticano, dopo l’udienza di papa Francesco al prefetto per le Cause dei santi

Diventerà beata suor Maria Laura Mainetti, all’anagrafe Teresina Elsa Mainetti, la religiosa ed educatrice italiana appartenuta alla congregazione delle Figlie della Croce, Suore di Sant’Andrea, assassinata da tre ragazze minorenni a Chiavenna il 6 giugno 2000 durante un rito satanico. Papa Francesco, ricevendo oggi in udienza il cardinale Angelo Becciu, prefetto per le Cause dei Santi, ha autorizzato la Congregazione a promulgare il decreto che ne riconosce il martirio, in quanto uccisa «in odio alla fede».

Agli investigatori le tre ragazze dissero di aver ucciso nel nome di Satana, e molto tempo dopo una di loro in un’intervista spiegò che il delitto fu deciso per noia davanti a una birra nel bar del paese. Sono passati 20 anni ma l’omicidio ha lasciato una traccia profonda nella coscienza collettiva. La religiosa di 61 anni fu attirata in una trappola dalle tre minorenni del piccolo comune in provincia di Sondrio: mentre le ragazzine - una di 16, le altre due di 17 anni - la massacravano a coltellate dopo averla stordita con un sampietrino, la suora in ginocchio diceva parole di perdono alle sue assassine.

Madre superiora dell’Istituto dell’Immacolata di Chiavenna, suor Maria Laura era nata a Colico, nel lecchese. Le tre amiche diaboliche misero in atto il loro piano usando un pretesto. La più giovane, telefonò al convento dando un nome falso: raccontò di essere rimasta incita dopo uno stupro e disse di aver bisogno di aiuto perché voleva abortire. La suora accorse nel luogo dell’appuntamento, in vicolo Poiatego, e lì cadde nell’agguato.

Oggi quel vicolo, dove una lapide con una sua immagine la ricorda, è meta di numerosi pellegrinaggi. Tre settimane dopo le tre ragazze furono arrestate: ai carabinieri di Sondrio, guidati all’epoca dal tenente colonnello Luigi Verde e coordinati dall’ allora procuratore Gianfranco Avella, confessarono l’omicidio: 19 coltellate inferte alla suora che alla loro ferocia rispondeva con il perdono.


© RIPRODUZIONE RISERVATA