Museo di Tunisi, quattro italiani tra i venti morti

Museo di Tunisi, quattro italiani tra i venti morti

L’attacco di terroristi al museo del Bardo. Otto connazionali feriti

Tre uomini travestiti da soldati avrebbero tentato di attaccare il Parlamento tunisino e poi rapito un gruppo di turisti stranieri all’interno dell’adiacente museo del Bardo. I due edifici infatti non sono molto distanti tra loro. Tragico il bilancio: almeno 20 morti, tra cui due terroristi. I morti italiani sarebbero quattro. Tre sono stati confermati dalla Farnesina, mentre la notizia di una quarta vittima italiana è stata fornita in serata dalle autorità tunisine. Uno dei morti è un pensionato di Novara.

Gli italiani rimasti feriti fanno parte di un gruppo di turisti in crociera. Al momento dell’attacco, si è appreso alla Farnesina, nel luogo della sparatoria erano in circolazione tre bus turistici.

L’attentato è stato rivendicato dall’Isis.

“Due italiani sono tra le vittime dell’attacco al museo del Bardo a Tunisi”: lo twitta Hoda Abdel-Hamid, senior correspondent in inglese di Al Jazeera. Non c’è al momento conferma ufficiale della notizia. La Farnesina sta verificando e non ha al momento conferme. Abdel-Hamid è l’ultimo giornalista ad avere parlato di vittime italiane a Tunisi.

Otto italiani feriti durante l’attacco. La Farnesina comunica che sono un centinaio i connazionali messi in sicurezza.

“Stiamo bene, ma non sappiamo nulla dei nostri amici”: così i due ostaggi torinesi liberati al telefono con alcuni colleghi del Comune di Torino. Degli altri quattro ostaggi, al momento, ancora nessuna notizia.

Alcuni italiani sarebbero stati feriti durante l’attacco. La Farnesina comunica che sono un centinaio i connazionali messi in sicurezza.

Il presidente del consiglio Matteo Renzi condanna con fermezza gli atti criminali di Tunisi che vedono, purtroppo, coinvolti anche cittadini italiani ed esprime vicinanza al governo ed alle autorità tunisine di fronte ad un attacco tanto sanguinoso ed alla minaccia terroristica in Africa e nel mondo.

“E’ in moto la macchina dell’unità di crisi della Farnesina, cui invitiamo di far riferimento le persone che hanno parenti in Tunisia”. Così il premier Matteo Renzi parlando nell’Aula della Camera.

“Questa sarà una guerra lunga: dobbiamo mobilitarci a ogni livello, tutti insieme, tutte le appartenenze politiche e sociali per lottare contro il terrorismo. Serve unità nella difesa del nostro paese che è in pericolo”. Lo ha detto il premier tunisino, Habib Essid.


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