«Truffe agli anziani. Reato odioso contro i più deboli». Lunedì inserto omaggio
Il tenente colonnello Emanuele De Ciuceis, comandante provinciale

«Truffe agli anziani. Reato odioso contro i più deboli». Lunedì inserto omaggio

Un inserto di sedici pagine con i consigli rivolti agli anziani per proteggersi dai truffatori, realizzato dal Comando generale dei carabinieri. Lo troverete lunedì, all’interno del quotidiano La Provincia di Sondrio in edicola.

Un inserto di sedici pagine con i consigli rivolti agli anziani per proteggersi dai truffatori, realizzato dal Comando generale dei carabinieri. Lo troverete lunedì, all’interno del quotidiano La Provincia di Sondrio in edicola.

Sedici pagine con l’elenco degli stratagemmi maggiormente utilizzati dai truffatori e con i consigli pratici per tutelarsi dai truffatori: cosa chiedere, come riconoscere un malintenzionato, cosa fare anche solo in presenza di un dubbio. A elencare le modalità principali utilizzate dai truffatori, per derubare soprattutto le persone anziane, è il comandante provinciale dei carabinieri, tenente colonnello Emanuele De Ciuceis: «Di solito sono persone di bell’aspetto e affabili, addirittura premurose. Entrano in casa con una scusa, magari spacciandosi per addetti di qualche azienda tipo Secam o A2A, ma anche per appartenenti alle forze dell’ordine e riescono a derubare la vittima dopo averne guadagnato la fiducia». Per questo i carabinieri non si stancano di mettere in guardia qualsiasi cittadino nei confronti di qualunque sconosciuto suoni alla porta.

«Una buona regola è quella di verificare sempre a quale titolo la persona si è presentata all’uscio di casa - ancora il comandante provinciale dell’Arma -. Va premesso che nessuna azienda manda dei propri incaricati nelle case degli utenti senza avere avvisato prima. Nel dubbio comunque è sempre meglio telefonare alla sede della ditta. A questo proposito consiglio a chiunque di tenere a portata di mano l’elenco dei “numeri utili” con i centralini delle principali aziende della zona, come quella elettrica, del gas eccetera. Oltre al 112, meglio segnarsi anche il numero della stazione dei carabinieri più vicina. Ed è meglio diffidare anche di chi si presenta come appartenente alle forze dell’ordine, specie se non ha la divisa e se non si vede l’auto di servizio». Domani, all’interno del nostro quotidiano in edicola, sarà possibile staccare e tenere il vademecum con i consigli dei carabinieri per proteggersi.

I casi in provincia non sono tantissimi, ma sulle truffe agli anziani i carabinieri tengono la guardia altissima, come si trattasse di fronteggiare una vera e propria emergenza. Il motivo? È il tenente colonnello Emanuele De Ciuceis, comandante provinciale dell’Arma, a spiegarlo: «È un reato particolarmente odioso: colpisce le fasce più deboli e indifese»

Uno sguardo alla situazione della provincia di Sondrio.

Per la verità i casi qui non sono molti, nell’ordine di alcune decine all’anno,forse anche per la naturale e istintiva diffidenza del valtellinese. A livello nazionale invece la situazione è ben diversa. Resta però l’allarme anche in provincia, proprio perché le vittime sono spesso persone anziane e sole.

Si ricorda episodi particolari che meritino una riflessione?

Sì, quello successo di recente a Grosio, fortunatamente risoltosi nel migliore dei modi. Una persona del posto si è vista arrivare a casa un presunto dipendente della società Secam per dei controlli sull’acqua. Avendo subodorato che c’era qualcosa di poco chiaro, ha avvertito il sindaco che, a sua volta, ha chiamato i carabinieri. Il presunto truffatore non è stato individuato, ma almeno il reato non è stato consumato, probabilmente grazie anche all’opera di prevenzione che si sta facendo per mettere in guardia le potenziali vittime dal rischio di essere raggirati. In questo caso la persona presa di mira ha seguito il consiglio principale che non ci stanchiamo mai di dare: nel dubbio, fare una telefonata alle forze dell’ordine.

Il Carabiniere, la rivista istituzionale dell’Arma, ha dedicato alle truffe a danno degli anziani un supplemento ad hoc con la presentazione dell’allora comandante generale dei carabinieri Tullio Del Sette (ruolo attualmente occupato dal generale Giovanni Nistri). Lo stesso inserto sarà allegato adesso a La Provincia di Sondrio. Iniziative utili?

È una pubblicazione semplicissima, di facile consultazione e contiene dei consigli molto chiari che possono apparire addirittura banali. Serve però per incrementare l’attività di prevenzione che risulta fondamentale per contrastare questo tipo di reato. I carabinieri della provincia di Sondrio hanno tenuto una quindicina di conferenze quest’anno su questo tema. I nostri comandanti di compagnia e di stazione sono invitati spesso nei comuni, ma anche negli oratori o nelle sedi delle associazioni, a dare dei consigli su come difendersi dalle truffe. Spesso sono i sindaci a invitarci, anche perché il prefetto Giuseppe Mario Scalia, molto sensibile a questo tema, li ha più volte invitati a farlo. Per combattere le truffe l’attività di prevenzione resta l’arma più efficace, di qui la necessità di fare informazione.

Quindi comunicazione a tutti i livelli, compresa quella locale?

L’Arma è sempre stata molto attenta alla tutela delle persone più deboli: donne, bambini e anziani, per esempio. Per questo nel dicembre 2017 era stato pubblicato l’inserto sulle truffe. Ripeto che si tratta di consigli molto semplici, ma sono molto efficaci. Per questo trovo molto utile il fatto di riproporli. Più se ne parla più si mantiene alta l’attenzione su un rischio che altrimenti rischierebbe di non essere più avvertito come tale. Senza contare il fatto che in questo modo è possibile aggiornare le potenziali vittime sulle tecniche utilizzate dai truffatori, che in linea di massima sono sempre le stesse, ma che vengono comunque aggiornate. L’obiettivo è quello di far passare il messaggio che, di fronte a una situazione dubbia o poco chiara, è sempre meglio rivolgersi alle forze dell’ordine.

Rimanendo nel campo della comunicazione, quanto è importante quella con i cittadini?

È fondamentale. Il rapporto con il cittadino aiuta a ridurre e a prevenire i reati. Per quanto capillare possa essere la presenza dei militari, non potrà mai esserlo come l’attenzione di chi vive sul territorio. Una segnalazione fatta alle forze dell’ordine può spesso rivelarsi utilissima per evitare che venga commesso un reato. Per questo continuiamo a insistere sul fatto che, in presenza di qualsiasi persona o situazione sospetta, non si deve esitare a comporre il 112. In troppi rinunciano a farlo per paura di fare una chiamata a vuoto, come se questo avesse chissà quali conseguenze negative quando invece, nella peggiore delle ipotesi, ci permette comunque di acquisite un’informazione. Avvertirci se si nota un’auto sospetta davanti alla casa del vicino non è fare del pettegolezzo, è contribuire magari a evitare che venga commesso un furto, per esempio.

Tornando alle truffe, quali conseguenze psicologiche hanno sui truffati?

Molto pesanti, anche peggiori di quelle dei furti in abitazione. Conosco persone a cui hanno svaligiato la casa che hanno dovuto cambiare residenza perché lì non si sentivano più al sicuro. Una sensazione bruttissima, ovviamente, ma quantomeno legata a un luogo ben preciso. La truffa, soprattutto quella ai danni dell’anziano, agisce in modo ancora più subdolo nella psiche di chi la subisce, minandone fortemente l’autostima in modo a volte irrimediabile.

Esiste l’identikit del truffatore tipo?

Un identikit vero e proprio no, ma tutti i truffatori di anziani hanno delle caratteristiche comuni: sono simpatici, di bell’aspetto, di solito ben vestiti e si dimostrano affabili e premurosi. Devono carpire la fiducia della vittima e sono bravissimi a farlo. Sono dei veri e propri attori e sanno recitare.


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