Troppo caldo, poca neve: lo Stelvio non riapre
La neve caduta pochi giorni fa e prontamente battuta dai mezzi della Sifas non basta per riaprire gli impianti della skiarea

Troppo caldo, poca neve: lo Stelvio non riapre

Domani la skiarea avrebbe dovuto tornare accessibile, dopo uno stop di due settimane, ma i tempi di sospensione della pratica dello sci si allungano «finché le condizioni meteo non muteranno», spiega il direttore della Sifas

Troppo caldo, poca neve: la skiarea dello Stelvio resta chiusa. Dopo uno stop di un paio di settimane, la skiarea del ghiacciaio, in alta Valtellina al confine con la provincia di Bolzano, avrebbe dovuto riaprire domani, ma questa mattina è arrivata una decisione diversa. «Le attese perturbazioni nevose non ci sono state - spiega Umberto Capitani, direttore della Sifas, la società che gestisce gli impianti di risalita sulle piste del ghiacciaio - e le temperature sono segnalate in rialzo per la prossima settimana». Impossibile in queste condizioni sciare in sicurezza. «Siamo costretti ad allungare i tempi di sospensione della pratica dello sci, a tempo indeterminato, finché le condizioni meteo non muteranno - spiega Capitani -. Ma lo Stelvio, con le funivie che portano in quota, rimane comunque aperto con tutte le altre attività. In passato non era mai stato adottato un simile provvedimento di sospensione dello sci estivo. Il personale in servizio non perde il lavoro, in quanto viene impiegato per interventi di manutenzione agli impianti al momento fermi».


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