Martedì 20 Agosto 2013

Troppi morti a Villa di Chiavenna

Il Comune agevola la cremazione

L’ingresso del cimitero con affissa l’ordinanza
(Foto by Foto Lisignoli)

Non solo San Sebastiano. Anche il cimitero di San Barnaba è in situazione di emergenza e costringe l’amministrazione comunale di Villa di Chiavenna a correre ai ripari.

Il provvedimento

Il Comune ha deciso in questi giorni di estendere al cimitero della frazione l’ordinanza dello scorso aprile riguardante quello principale. Allora fu constatato come spazi all’interno dell’area non ce n’erano più per nuove inumazioni e, per evitare problemi, vennero varate misure straordinarie per far fronte all’emergenza nell’attesa dell’approvazione del nuovo Piano di Governo del Territorio che prevede un ampliamento dell’area.

Misure che favorivano la cremazione per i resti non ancora mineralizzati, a carico del Comune, e prevedevano la possibilità di inumazione temporanea al vicino cimitero di Santa Croce di Piuro grazie ad un accordo, con scadenza 2016, raggiunto grazie alla collaborazione del sindaco Paolo Lisignoli. Una situazione che si pensava in via di risoluzione, insomma, e che invece si è allargata anche ai cimiteri minori. In questi giorni con un’ordinanza firmata da vicesindaco Francesco Gini, il Comune di Villa di Chiavenna ha esteso le misure di aprile anche al cimitero di San Barnaba. «É necessario procedere a ulteriori esumazione ordinarie d’urgenza in considerazione del fatto che il numero di persone decedute dall’inizio dell’anno è superiore alla media dei decessi degli anni precedenti. Sussistono, inoltre, ragioni di equità che inducono a non discriminare il trattamento dei defunti sepolti in diversi cimiteri comunali». Ovvio, infatti, che le agevolazioni per San Sebastiano avrebbero fatto arrabbiare chi intendeva utilizzare un altro cimitero e non avrebbe potuto farvi fronte.

Le ragioni

Ci sono anche ragioni di minore importanza dietro la decisione di prendere provvedimenti: «Sono entrate in vigore le nuove tariffe cimiteriali, che devono ritenersi applicabili anche ai nuovi interventi».

L’ordinanza originale prevedeva l’esumazione d’urgenza dei corpi inumati da più di 10 anni. Le ossa mineralizzate finiranno nell’ossario oppure, nel caso in cui il processo non fosse ancora completato, si aprono diverse ipotesi: la cremazione a carico del Comune o il trasferimento in un altro cimitero per un periodo massimo di tre anni. In caso di nuove sepolture si procede nello stesso modo. O cremazione, per la quale ci deve essere sempre l’assenso dei parenti, o inumazione temporanea altrove. n

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