Tre giorni di festa. In quattromila sul prato di Paniga
La tre giorni di festa a Paniga è una grande occasione di divertimento (Foto by Foto Gianatti)

Tre giorni di festa. In quattromila sul prato di Paniga

Edizione numero 30. La Pro loco soddisfatta per la riuscita. Menù rinnovato, musica e organizzazione perfetta gli ingredienti che consacrano l’evento a clou dell’estate.

In migliaia alla festa di Paniga, che quest’anno tagliava un traguardo importante: i suoi primi 30 anni. E da trent’anni, incredibilmente, la frazione morbegnese che si affaccia sul fiume Adda che conta 350 residenti riesce ad attrarre per tre giorni oltre quattromila persone, confermandosi così da un trentennio la festa per antonomasia dell’estate in Bassa Valle, quella che chiude la stagione e che riesce sempre a fare il botto di partecipanti. Gli ingredienti della super manifestazione sono il menù a base di pollo e birra, pizzoccheri e sciatt, panini con salsiccia o patatine, carne alla brace e polenta, vini locali, riso saltato alle verdure, hamburger con carne di canguro, taroz con salame; la musica dal vivo con la Bonesi band, Super up, Queen Legend, la Raf Benzoni band e la camminata non competitiva di 6 chilometri. Difficile dire quale sia il segreto di tanto successo, anche perché probabilmente il segreto è più di uno per questa manifestazione, che riempie letteralmente l’area verde della frazione morbegnese grazie all’organizzazione dall’attivissima Pro loco.

Ci prova il presidente della Pro loco Massimiliano Paniga: «Sì, credo che i segreti siano più di uno, come primo elencherei sicuramente l’affiatamento e il lavoro della macchina organizzativa. Abbiamo raggiunto ottimi livelli di organizzazione, ovviamente siamo consapevoli che tutto è perfettibile. A Paniga tutti tengono alla Pro loco, per questo non abbiamo problemi di coinvolgimento, non dobbiamo pregare nessuno per dare una mano. D’obbligo allora ringraziare di cuore gli abitanti, ma anche chi risiede nei comuni limitrofi e che partecipa da sempre. Nel consiglio della Pro loco siamo in nove, da soli non riusciremmo a fare più di tanto, però se il volontariato che gira attorno alla festa è dieci volte tanto, allora sì che si comincia a ragionare».

Erano, infatti, circa cento i volontari che fra venerdì e domenica hanno reso possibile la festa, cinquanta gli addetti al servizio ai tavoli e gli altri che si sono divisi tra bar, cucina, casse per realizzare la festa che conta mille posti a sedere nella tensostruttura, tutte le sere completamente pieni. «E quest’anno abbiamo cambiato leggermente il menù, tanto per non riproporre sempre le stesse pietanze, e anche questo è stato apprezzato da gran parte dei partecipanti. Ecco un altro segreto: credo sia proprio la qualità del cibo che proponiamo - rimarca il presidente -; poi c’è la musica, che è stata pensata sia per i giovani, ai quali avevamo riservato la serata del venerdì che poi è diventa una serata come tutte le altre perché ormai ci sono partecipanti di ogni età, sia la musica per gli adulti e più anziani, diversificando così anche la proposta musicale». Tutto ha funzionato nonostante il meteo. «La pioggia non ci abbandona a nessuna edizione, questo comunque non ha compromesso la buona riuscita dell’iniziativa. È andata discretamente anche la camminata, abbiamo avuto qualche numero in meno, ma abbiamo la concorrenza alla Rosetta e noi siamo una piccola camminata amatoriale».

Archiviata con successo la trentesima edizione, la Pro loco è già proiettata sull’edizione dell’anno prossimo, «sperando magari nel bel tempo tre giorni su tre».


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