Travolto in motoslitta dalla valanga  Aperta inchiesta a Sondrio
La vittima, Matteo Gestra. Aveva solo vent’anni

Travolto in motoslitta dalla valanga

Aperta inchiesta a Sondrio

L’indagine sulla morte di Matteo Gestra, ventenne dell’Alto Lago di Como. L’esperto: sul Mortirolo pericoloso andare d’inverno

È condotta dalla Procura di Sondrio, e dal sostituto procuratore Stefano La Torre, l’indagine volta a fare piena luce sulla tragedia avvenuta domenica pomeriggio, poco dopo le 15, sul Mortirolo, ai 2.300 metri del Boschetto, nel comune di Tovo Sant’Agata e a 200 metri dal confine con Monno, in provincia di Brescia. Matteo Gestra, 20 anni appena, residente a Stazzona, in provincia di Como, è stato travolto da una valanga lunga, ma non dal fronte particolarmente ampio, mentre si trovata in sella alla sua motoslitta.

Con lui 4 amici, tutti residenti nel Comasco, rimasti miracolosamente illesi e che pare già nella serata di domenica siano stati sentiti dai carabinieri della Compagnia di Tirano per ricostruire quanto accaduto.

Le indagini sono coordinate dagli esperti del Soccorso alpino della Guardia di finanza di Sondrio con i colleghi di Edolo (Brescia), e insieme ieri si sono recati sul posto per il sopralluogo necessario a capire la dinamica del tragico incidente.

Sul luogo anche l’elicottero della Guardia di finanza, che ha sorvolato l’area per effettuare rilievi tecnici fotografici.

Intanto, sul tavolo del pubblico ministero La Torre non sono ancora giunti i primi incartamenti, impossibile quindi per il momento decidere se disporre o meno l’autopsia sul corpo di Matteo, la cui salma è stata ricomposta all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove il giovane è stato elitrasportato e dove è spirato.

Roberto Baitieri, grosino, vicesindaco del paese nella precedente amministrazione guidata da Antonio Pruneri, è stato uno dei pionieri della motoslitta in quel di Grosio.

«Era il 1980, eravamo solo in una decina a possederla. Poi c’è stato il boom dopo il 2000. Io sono andato per 38 anni in motoslitta, ma dopo la tragedia avvenuta il Valgrosina con la morte di Giordano Besseghini, sepolto da una valanga, ho perso l’entusiasmo. Giordano con alcuni altri aveva iniziato a venire con me in motoslitta da ragazzino; la sua scomparsa fu un duro colpo per me».

A distanza di anni dall’episodio del 3 gennaio 2014, domenica pomeriggio sui monti del Mortirolo, sopra Tovo, a quota 2.300 metri, una nuova tragedia. «In questo periodo la zona del Mortirolo è molto pericolosa per le valanghe, dai monti di Grosio verso il Mortirolo è un rischio unico - afferma Baitieri -. Ogni vallata è rischiosa. I motoslittisti del posto lo sanno e in questo periodo nessuno va in quella zona. Sul Mortirolo si va in primavera quando le valanghe sono ormai scese. Inoltre domenica il bollettino segnava pericolo 4 e in queste condizioni bisogna restare a casa».


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