Traona, il caso del centro estivo
La chiesa di Sant’Alessandro a Traona

Traona, il caso del centro estivo

Don Luigi ha stigmatizzato l’iniziativa del Comune per la creazione di un intrattenimento per i minori. Secca replica della maggioranza: «Ha rifiutato con forza il confronto sull’argomento, siamo rimasti esterrefatti».

Il Comune lancia l’iniziativa di un centro estivo per bambini e ragazzi, il parroco risponde con un’invettiva sul bollettino parrocchiale e scoperchia i malumori di molte famiglie e la difficoltà dell’amministrazione a trovare la collaborazione del sacerdote.

«Prima di muovere un qualsiasi passo nell’organizzazione delle iniziative estive - afferma il sindaco Maurizio Papini a nome dell’intero gruppo di maggioranza che ha condiviso i contenuti e ritenuto necessario fornire queste precisazioni - prima di Natale avevo invitato don Luigi a un incontro per collaborare ed evitare sovrapposizione tra date e momenti educativi. Questo nella convinzione che amministrazione comunale e parroco sono i due riferimenti della comunità civile e religiosa ed entrambi dovrebbero lavorare, in accordo, per l’educazione alla convivenza e al rispetto e per la crescita morale e culturale dei più giovani e della comunità in generale. Il parroco ha rifiutato l’incontro sostenendo “voi organizzate le vostre attività che io organizzo le mie”. Siamo rimasti esterrefatti da un simile comportamento. Da parte di don Luigi c’è stata una forte chiusura e un atteggiamento di accusa che riteniamo inappropriati e ingiustificati. Non ne comprendiamo le ragioni e riteniamo profondamente negativo tale comportamento da parte di colui che dovrebbe essere il pastore dell’intera comunità, fatta di laici assidui, di credenti più tiepidi e anche di non credenti. È una mancanza di rispetto nei confronti dell’amministrazione comunale ma anche di tutte quelle famiglie e ragazzi che normalmente frequentano i centri estivi organizzati nei paesi vicini e le iniziative che le varie associazioni sportive o culturali propongono per i loro componenti più giovani. Poiché non hanno una chiara ispirazione confessionale sono tutte da stigmatizzare o addirittura boicottare da parte di chi si professa cristiano?».

Il sindaco Papini fa riferimento anche ad altri episodi, come la recente manifestazione del “Natale in piazza” con l’accensione dell’albero, il presepe e gli auguri comunitari: «Il parroco, da noi invitato a contribuire con la sua impronta cattolica e di fede con una preghiera o una lettura, aveva rifiutato categoricamente qualsiasi forma di partecipazione, affermando che il Natale si dovesse celebrare solo in chiesa. Noi andiamo avanti con i nostri progetti che non sono affatto alternativi, come invece don Luigi ritiene di far credere, ma complementari a quelli dell’oratorio. I nostri sono due livelli differenti, la competenza principale è diversa, noi rappresentiamo la comunità civile e don Luigi quella cattolica, dei fedeli, ma su questi temi ci deve essere una condivisione di intenti, nel solco delle iniziative sempre portate avanti dalle varie amministrazioni che si sono susseguite negli anni con tutti i parroci di Traona. La comunità di Traona ha ancora un significativo radicamento cristiano, di cui ci rallegriamo, e ci sembra contro l’interesse stesso della Chiesa che un parroco non collabori per tenerlo unito. Vogliamo per Traona un clima migliore e chiediamo che ognuno si impegni come, con la massima disponibilità, cerchiamo di fare noi».

Il sindaco parla di «parecchie prese di posizione anche da parte di genitori che lamentano come “negli ultimi anni con don Luigi in oratorio ci siano state poche iniziative per i ragazzi”. La pastorale per i più giovani ha preso la direzione ben precisa di creare un gruppo di “ragazzi (sempre che non si facciano anch’essi abbagliare dai lustrini di questo mondo) che hanno deciso di seguire un cammino di fede”, gli unici degni dell’attenzione del parroco. E tutti gli altri che sono la stragrande maggioranza? Li lasciamo al loro destino? Proprio perché abbiamo da più parti rilevato un vuoto lasciato dalla parrocchia nell’ambito delle iniziative a favore dei ragazzi e dei giovani l’amministrazione ritiene indispensabile fare delle proposte che creino aggregazione e condivisione per questa fascia di età. A don Luigi - conclude Papini - rinnoviamo il pressante invito al dialogo, certi dell’importanza dei valori in gioco, universali e condivisibili da tutti, ma al contempo autenticamente cristiani».

Il parroco di Traona è categorico nel rifiutare qualsiasi commento al comunicato dell’amministrazione comunale, mentre sul bollettino “Tra noi” scrive di «proposta, alternativa a quelle parrocchiali, che sta abbozzando l’amministrazione comunale di Traona» definendola «un buon servizio per chi ha abbandonato la fede apostatandola o semplicemente crede in altre religioni, ma non vedo la sostenibilità di chi professa la fede cattolica e poi prende la decisione di far crescere i propri figli lontani dalla Chiesa e da Gesù Cristo».

Don Luigi Pedroni, parroco di Sant’Alessandro a Traona dal 2016 riconosce su “Tra noi” che la proposta comunale «ha innegabilmente dalla sua parte la potenzialità strutturale (il polifunzionale) ed economica (l’amministrazione) che le permette di avere un grande successo. Visto l’obbligo di aconfessionalità delle attività che l’amministrazione può proporre credo non verrà presentato in queste nessun accenno ai valori cattolici. Negli anni passati, purtroppo, miei predecessori come don Domenico (Songini) hanno profondamente sofferto - scrive don Luigi Pedroni - per l’indifferenza con la quale sedicenti cattolici hanno permesso con superficialità o sostenuto addirittura la possibilità del proliferare di quelle che sono state definite come pericolose sette anche sul nostro territorio, alimentando così le divisioni che già sono più che palesi e dimostrando ancora una volta il vuoto di fede e la freddezza con la quale Gesù e la sua unica Chiesa (quella cattolica) vengono offesi. La storia di Traona, fatta di scelte amministrative gestionali e di sostegno dei progetti, ha permesso che ci fosse questa pronta alternativa strutturale a un oratorio parrocchiale. Ciò che viene proposto è una diretta conseguenza di quelle scelte. Sono felice di affermare, per chi fosse interessato, che le attività organizzate dalla parrocchia di Traona saranno animate da ragazzi (sempre che non si facciano anch’essi abbagliare dai lustrini di questo mondo) che hanno deciso di seguire un cammino di fede e quindi, anche inconsapevolmente, trasmetteranno nell’animazione la gioia di credere in Gesù che desidera la salvezza eterna».n


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