Traona ha svelato i propri gioielli
Anche il numero degli iscritti al Fai è cresciuto in questi giorni

Traona ha svelato i propri gioielli

Giornate del Fai: in due giorni aperti i palazzi che raccontano la storia di un paese strategico sin dal 1200. Sono stati 1500 i visitatori che hanno visto le dimore patrizie del borgo guidati da 200 giovani ciceroni.

Due giorni nel borgo di Traona, 1.500 visitatori, 200 bambini e ragazzi trasformati in ciceroni e poi volontari delle associazioni, del Comune, del Fai impegnati in una edizione di successo delle Giornate di Primavera che hanno fatto tappa in Bassa Valtellina.

Un successo che la stessa delegazione del Fondo Ambiente Italiano definisce «enorme - come dice la rappresentante sondriese delegata agli eventi, Ida Oppici - perché capace di far rivivere davvero i fasti di un paese che già nel 1200 assunse un ruolo strategico per posizione e per la presenza della famiglia Vicedomini, diventando capoluogo di Terziere nel 1300 con i Visconti e poi residenza di importanti famiglie nobili. A far rivivere questo borgo sono stati insieme al Fai le associazioni, il Comune, le scuole ma in generale tutti i cittadini: abbiamo trovato un clima di grande apertura e impegno, orgoglio e attenzione al patrimonio locale, dimostrato anche dai proprietari delle dimore eccezionalmente aperte al pubblico». È il caso di palazzo Parravicini-De Lunghi, ora proprietà della famiglia Torri, che insieme al refettorio, il chiostro e il giardino dell’ex convento francescano e a palazzo Parravicini Vertemate, ora proprietà Dell’Oro, hanno rappresentato le chicche del Fai riservate agli iscritti.

Proprio il numero degli iscritti è cresciuto in questi due giorni in cui i volontari del Fondo Ambiente Italiano hanno ricevuto numerose adesioni: «Per la delegazione di Sondrio siamo a 300 iscritti - dicono dal Fai -, ma non sono stati soltanto i valtellinesi a raggiungere Traona in questi due giorni: molte persone sono arrivate dalla Brianza e da Milano, tutti hanno dimostrato grande conoscenza di questo territorio e delle sue peculiarità, enorme interesse verso la storia che per Traona è fatta anche di cultura locale, tanto che il percorso antichi saperi e antichi sapori è un esempio lampante di come la vita del borgo sia ancora oggi parte significativa dello stesso paesaggio. E infatti a fianco di dimore e monumenti si sono aperte cantine, quella del palazzo Parravicini che ospita il municipio, e la cantina Aliverti, ma anche l’antico mulino Arietti, che sfrutta l’acqua del torrente Vallone, la casa Castagna oggi proprietà Porta con l’antico forno, quello di casa Sforzini che ha sfornato pane e focaccia, e poi lo spazio dedicato agli antichi mestieri fatti rivivere dagli Amici degli Anziani nell’ex municipio in piazza Caduti, tra gli attrezzi dei fabbri, dei calzolai, dei falegnami, con il lavoro delle donne impegnate a cardare la lana e ricamare merletti.

Più che soddisfatta anche l’amministrazione comunale, che ha fortemente voluto e sostenuto la presenza del Fai per queste Giornate di Primavera: «Sono stati due giorni intensi e di grande lavoro da parte di tutti i traonesi coinvolti - afferma il sindaco, Dino Della Matera - a partire dai bambini dell’istituto comprensivo, ottimi ciceroni, fino a tutti i volontari e alla cultrice di storia locale Luciana Gaggini. Sabato abbiamo ricevuto anche la visita del prefetto Giuseppe Mario Scalia, che ha dimostrato tutto il suo apprezzamento per il nostro paese e le sue bellezze. Sono certo che Traona si sia mostrata al meglio e che gli stessi abitanti abbiano avuto modo di scoprire quanto vale e merita il nostro territorio».


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