Tragico incidente, muore a 36 anni
In base alle prime ricostruzioni effettuate dalle forze dell’ordine, Ruffini era in sella alla sua moto da cross, quando a un incrocio si è scontrato con un pick-up

Tragico incidente, muore a 36 anni

Sernio, il sinistro in provincia di Piacenza: Michele Ruffini era in moto quando si è scontrato con un pick-up. L’uomo al volante del mezzo si è rifiutato di sottoporsi agli esami ed è stato arrestato per omicidio stradale.

Lascia la moglie e un figlio di 11 anni. Michele Ruffini, 36 anni di Sernio, è morto venerdì sera, nell’ospedale Maggiore di Parma, a seguito di un incidente che si è verificato in provincia di Piacenza, dove l’uomo possedeva una seconda casa e trascorreva i fine settimana con la famiglia.

In base alle prime ricostruzioni effettuate dalle forze dell’ordine, Ruffini era in sella alla sua moto da cross, quando a un incrocio si è scontrato con un pick-up: nell’urto è stato sbalzato, cadendo violentemente sull’asfalto. L’uomo che era al volante del furgone si è poi rifiutato di sottoporsi agli esami per verificare la presenza di alcol o di sostanze stupefacenti nel sangue ed è stato arrestato per omicidio stradale.

Ruffini, che da una decina di anni si era trasferito a Meda, in provincia di Monza e Brianza, è deceduto per le gravi lesioni riportate nel sinistro di venerdì pomeriggio, nonostante le cure dei medici.

Sin dai primi momenti sue condizioni si erano rivelate molto gravi, tanto che per il trasporto all’ospedale di Parma era stato impiegato un elicottero in modo da accelerare i tempi. L’incidente si è verificato lungo la provinciale 412 della Valtidone, per la precisione alle porte di Castelsangiovanni. Michele Ruffini era in sella a una moto Yamaha da enduro. Il fuoristrada, invece, era guidato da un operaio della zona, un uomo di 45 anni della provincia di Piacenza. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 con l’ambulanza infermieristica dell’ospedale di Castelsangiovanni e i volontari della pubblica assistenza.

Dopo le prime cure sul luogo dell’incidente, Michele Ruffini è stato stabilizzato e portato all’ospedale Maggiore, ma i traumi erano troppo gravi e non gli hanno lasciato scampo. Sono ancora in corso le indagini della polizia locale, sul posto con i carabinieri della stazione di Castel San Giovanni: toccherà a loro ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’incidente ed accertare le responsabilità. Ruffini viaggiava in direzione Castel San Giovanni: a un incrocio si è scontrato con un autocarro che stava svoltando a sinistra.

Il conducente del pick-up, come detto, è stato invitato a sottoporsi agli esami che sono prescritti dalle nuove norme in caso di incidenti stradali, ma si è rifiutato ed è stato arrestato per omicidio stradale e portato al carcere di Piacenza. Il pubblico ministero Daniela Di Girolamo ha disposto comunque, nei suoi confronti, il prelievo ematico coattivo, per accertare in che condizioni si trovasse mentre era al volante.

I due mezzi coinvolti nell’incidente sono stati sequestrati e sono perciò a disposizione dell’autorità giudiziaria che in queste ore dovrà decidere se fare effettuare o meno delle perizie sia sulla moto che sul pick-up.

Ieri mattina i genitori di Michele hanno lasciato la Valtellina per raggiungere l’ospedale di Parma per seguire da vicino l’iter burocratico dei vari esami disposti dal magistrato, in attesa di ricevere il nulla osta alla sepoltura. Ore di attesa nel più profondo del dolore.


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