Tragedia di Bondo: «Sottovalutato il rischio Cengalo»
Un’immagine del Mera, trasformato in fiume di fango, nel punto in cui si immette nel lago a Verceia (Foto by lisignoli)

Tragedia di Bondo: «Sottovalutato il rischio Cengalo»

Il consigliere di Stato grigionese Mario Cavigelli non ha dubbi: «Le autorità hanno commesso un errore di valutazione». Oggi e domani piogge, sale l’allerta a Villa di Chiavenna.

«Le autorità hanno commesso un errore di valutazione». Lo ha dichiarato il consigliere di Stato grigionese Mario Cavigelli in un’intervista pubblicata dal sito della Srf, la radio e televisione pubblica della Svizzera tedesca, relativa alla frana del Cengalo del 23 agosto.

Secondo Cavigelli, gli esperti non hanno previsto l’acqua che è scesa e ha avuto un ruolo di primo piano nel movimento del materiale roccioso. 4 milioni di metri cubi di roccia, fango e acqua che hanno devastato la Val Bondasca da quota 3000 agli 800 metri sul livello del mare di Bondo. «Monitoriamo la montagna da sei-sette anni, ma questo non l’avevamo proprio calcolato», ha premesso. Nell’intervista Cavigelli non sa spiegarsi le ragioni di questo sbaglio.

«Ci occupiamo del Pizzo Cengalo dal 2011 – sono le sue dichiarazioni -. La massa rocciosa che è franata abbiamo potuto prevederla con una buona precisione e per questo abbiamo potuto dare consigli molto utili al Comune. Per esempio possiamo citare la vasca di contenimento costruita in parte contro il volere della popolazione. Abbiamo però potuto contare sulla comprensione e su un importante supporto delle autorità comunali. Dal nostro punto di vista hanno lavorato correttamente».

Ci sono state però ben otto vittime (le ricerche dei dispersi sono state interrotte dopo alcuni giorni ricerche che si sono rivelate vane). «La responsabilità politica va in prima battuta al Comune – ha spiegato Cavigelli –. Il Cantone svolge una funzione di consulente per queste questioni. Le autorità di Bondo hanno reso attenti sui rischi, quindi nel caso specifico né il Comune né il Cantone hanno qualcosa da rimproverarsi». Queste sono, naturalmente, le valutazioni politiche relative alla situazione dei sentieri della Val Bondasca, aperti, ma con chiare indicazioni di “pericolo elevato” e “pericolo di morte” su internet e sul posto. Poi, come ci hanno confermato nei giorni scorsi le autorità, c’è un’inchiesta penale aperta dalla procura grigionese per fare piena luce sull’accaduto.

Intanto sale l’allerta per la pioggia in Valchiavenna. Da oggi Arpa Lombardia prevede precipitazioni nella zona di confine. Domani saranno moderate o forti su Alpi e Prealpi, anche sotto forma di temporali. «Si prevedono dai sessanta ai settanta millimetri di pioggia, quindi venerdì sarà la giornata cruciale per osservare la reazione della zona della frana – spiega il presidente della Provincia Luca Della Bitta -. Noi siamo concentrati sulla situazione per mettere in campo, qualora necessari, tutti i rimedi possibili».

Le paratoie della diga di Villa di Chiavenna resteranno aperte. Nell’invaso gestito da A2A sono al lavoro quattro escavatori con l’obiettivo di fare defluire la sabbia e creare spazio in vista di eventuali, futuri accumuli di materiale. Intanto si aspettano risposte dal ministero dell’Ambiente, al quale le istituzioni locali si sono rivolte per chiedere supporto nella gestione di questa complicata vicenda. Un disastro a livello ambientale che necessita di un lungo e articolato intervento per la gestione, sia a livello di fauna, sia per sistemare le zone degli accumuli ed evitare inondazioni nella Piana di Chiavenna.


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