Traforo dello Stelvio, al via lo studio di fattibilità

Traforo dello Stelvio, al via lo studio di fattibilità

All’aperto, ai 2800 metri del rifugio Garibaldi, allo Stelvio, il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni e il presidente della Provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher hanno sottoscritto il protocollo d’intesa per la valorizzazione dell’area, quello che dà l’avvio all’iter per la realizzazione del collegamento permanente tra l’Alta Valtellina e la Val Venosta.

«Questo accordo -le parole del presidente Maroni - è fondamentale, perché questa montagna e questo Parco devono unire e non dividere. Questo è un ostacolo naturale che vogliamo superare perché le genti che vivono di qua e di là condividono lo stesso destino e il nostro compito e fare in modo che siano ancora più unite di prima anche attraverso questa intesa, con la gestione diretta del Parco e tutte le iniziative che sarà necessario intraprendere, anche a livello infrastrutturale, ivi compreso il traforo».

Per quanto riguarda le prospettive del traforo, sul quale le associazioni ambientaliste hanno sollevato più di un dubbio, Maroni ha specificato come l’accordo preveda di fare una valutazione complessiva, che non riguarda solo la viabilità, ma l’impatto sull’ambiente, il costo economico e altre varianti. «E se questa sarà la decisione - ha specificato - bene, siamo pronti a partire».

«Per l’Alto Adige la priorità è rappresentata da un collegamento di tipo ferroviario - ha detto Kompatscher -, ma in ogni caso tutte le valutazioni che scaturiranno da questo studio verranno effettuate mettendo al primo posto l’impatto ambientale».


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