Tracciolino chiuso perché pericoloso, ma le bici salgono: denunce in arrivo
Uno dei passaggi più suggestivi del tracciato in versione estiva

Tracciolino chiuso perché pericoloso, ma le bici salgono: denunce in arrivo

Pubblicate sui social network le fotografie di un’ascensione estremamente pericolosa. L’assessore Tognotti: «Da incoscienti salire lassù, segnaleremo chi ha violato i divieti».

«Il Tracciolino è chiuso, ma alcuni ciclisti ignorano i divieti e lo percorrono correndo dei pericoli enormi. Attenzione: c’è il rischio di denunce».

La Comunità montana della Valchiavenna ricorda agli appassionati di mountain-bike che l’itinerario della Val Codera in questo periodo è un cantiere e non è percorribile né a piedi, né in bicicletta.

Non è servito a molto l’appello formulato qualche settimana fa dal Soccorso alpino di Chiavenna dopo il salvataggio di un ciclista sul Tracciolino, lo spettacolare tracciato che in questo periodo è oggetto di un intervento di riqualificazione da parte della Cm. L’uomo era scivolato dallo stretto sentiero, proprio sopra la cava di Valdimonte, e si era fermato sul bordo di un precipizio. I soccorritori, intervenuti per riportarlo in una zona sicura, avevano sottolineato che affrontare questo percorso è una scelta da incoscienti. Ma nonostante i pericoli e i segnali evidenti che indicano una zona di cantiere, alcuni appassionati di bici hanno deciso di risalire in quella zona per un’escursione sul sentiero ghiacciato.

Le immagini della gita, in un ambiente reso ancora più affascinante e tecnicamente impegnativo dalla presenza di neve e ghiaccio, sono state pubblicate sui social network. I rischi sono evidenti. La conferma arriva direttamente dalle fotografie pubblicate su Facebook. Poco prima di Cola, infatti, il sentiero è franato e i ciclisti-reporter sottolineano di essere costretti a tornare indietro.

Negli uffici della Comunità montana le fotografie pubblicate sul web non sono passate inosservate. «Siamo tutti d’accordo sulla bellezza di questo itinerario e sui panorami mozzafiato che si possono ammirare dal sentiero che dà sul lago – premette Luca Tognotti, assessore al Turismo dell’ente di via Lena Perpenti -. I ciclisti, sia i valchiavennaschi, sia quelli provenienti da fuori provincia, sono i benvenuti. Ma non in questo periodo. Il Tracciolino è un cantiere, non è un tracciato percorribile».

Quando negli uffici dell’ente comprensoriale sono arrivate le fotografie e le rassegne stampa con alcune immagini scattate dai ciclisti, si è passati inevitabilmente dalle perplessità alla possibilità di denunciare tutti coloro che fanno come se i divieti non ci fossero. Tramite Facebook, risalire all’identità di alcuni di loro potrebbe essere molto semplice.

«Ci sono dei cartelli e come se non bastasse poche settimane fa si è sfiorata la tragedia. Di fronte a una situazione potenzialmente pericolosa si è obbligati a valutare l’ipotesi di denunciare coloro che non rispettano le regole. Poi appena sarà terminato quest’intervento ci sarà la possibilità di risalire senza alcun problema».


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