Tra “like” e critiche, sui social il muro di Morbegno accende il dibattito
Il muro lungo l’argine in un’immagine scattata da Luciano Vaninetti

Tra “like” e critiche, sui social il muro di Morbegno accende il dibattito

Tante le prese di posizione sulla struttura realizzata vicino al ponte di Ganda a difesa dell’abitato.

C’è chi lo vorrebbe rivestire, chi preferirebbe vederci dipinti dei murales, chi non lo vorrebbe affatto e chi ne apprezza la finalità di salvaguardia della sicurezza pubblica. Il muro sull’Adda fa discutere, sia i residenti di Campovico, sia chi frequenta la pista ciclabile, ma anche il popolo dei social network. Dopo le critiche sull’opera dello scorso settembre alcune delle quali, a distanza di mesi, hanno lasciato il segno sull’arginatura, è stato Dante Bonetti, ex consigliere comunale, oggi residente a Campovico, a risollevare l’attenzione sugli argini sistemando una sorta di totem o “Punto di controllo della piena bicentenaria con i commenti dei residenti” sintetizzando le critiche verso le arginature che rientrano nelle opere di regimazione idraulica del fiume Adda nel tratto di via Ponte di Ganda compreso tra l’omonimo ponte e l’innesto del sentiero Valtellina presso l’ex centrale Enel.

Un’opera coordinata dalla Cm, poi cofinanziata per 80mila euro dal Comune, che ha sostenuto l’intervento a difesa di pedoni e ciclisti e a tutela dell’abitato contro eventuali piene dell’Adda. Sulla pagina Facebook dei morbegnesi i commenti si moltiplicano. «Sarebbe bello se la Cm predisponesse una copertura in sasso per il muretto. Magari come cittadini potremmo presentare le nostre lamentele al committente. Se i signori che agguerritamente si lamentano vorranno fare una petizione io la firmerò». «Basterebbe abbellirlo con murales», dice un altro. O ancora: «Hanno piantato tantissime piantine arrampicanti, in primavera sarà tutto verde e profumato». Qualcun altro scrive: «Ogni volta che passo mi chiedo perché di questo sfacelo, tutti urlano no alla cementificazione, fanno i lotti per non lasciare costruire le case e poi costruiscono un muro e vicino al ponte di Ganda che lo deturpa, hanno chiuso il ponte perché è un bene architettonico e poi il Comune non si è opposto a questo muro?». Commenta anche il consigliere comunale di maggioranza Giorgio Ciapponi «Sull’estetica concordo, poteva essere migliore e meno impattante, ma l’opera nella sua “necessità di realizzazione” serve, nelle sue misure e altezze rispetta la norma a cui è obbligatorio attenersi».


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