Mercoledì 02 Ottobre 2013

Ristoranti e ortofrutta

Una stangata dalla Tares

I fruttivendoli sono una delle categorie commerciali più penalizzate dalla Tares

Un’autorimessa estesa su 100 metri a Tirano pagherà 134 euro di Tares rispetto ai 489 euro della precedente Tarsu, diminuzione anche per gli alberghi senza ristorante (245 sui 409 euro) o per le attività industriali (157 euro sui 326) e i negozi (da 489 euro a 290 euro).

La batosta - e sarà davvero salata - sarà invece per ristoranti, trattorie e pizzerie che pagheranno 1.200 euro contro i 500 euro di prima, mentre i negozi di ortofrutta, le pescherie e la pizza al taglio dai 700 di Tarsu si troveranno a sborsare 1.600 euro. Sono questi alcuni dei dati sulle utenze non domestiche di Tirano che il 16 novembre dovranno pagare la prima rata della Tares (e il 16 dicembre la seconda), la nuova tassa sui rifiuti che ha sostituito la Tarsu, ma solo per pochi mesi visto che dal 2014 si cambierà ancora. Regolamento per la disciplina del tributo, piano finanziario per la sua applicazione e tariffe sono state approvate lunedì sera in un consiglio comunale dai tempi dilatati visto i numerosi punti all’ordine del giorno che hanno messo a dura prova tutti i presenti.

Argomento importante, ma estremamente tecnico che ha richiesto quasi un’ora e mezza fra illustrazione e dibattito, concluso con l’astensione del gruppo misto, i voti contrari di Gianluigi Garbellini e Marco Tomasi. Una tassa che «ha messo in difficoltà gli uffici - ha detto il sindaco, Pietro Del Simone - che pur hanno lavorato con competenza». Una proposta interessante è venuta da Egidio Trisolini a nome del gruppo misto che ha suggerito di ampliare le giornate di apertura della piazzola di raccolta a foro Boario («il sabato mattina c’è la coda», ha detto), che l’amministrazione - intenzionata ad arrivare dal 46 al 48 per cento di differenziata - valuterà.

Il consigliere Tomasi ha, invece, chiesto cosa succederebbe se il Comune non approvasse la Tares. «Le leggi prevedono la copertura totale a carico dell’utente, non puoi usare altri capitoli di spesa per coprire le riduzioni - ha replicato il sindaco -. Siamo vittime di un sistema. Abbiamo cercato di calibrare la tassa, siamo sotto le gabelle di Roma, ma cosa possiamo fare? Che rivolta facciamo in questo paese? Anche io voterei contro, ma non possiamo fare niente».

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