Tirano ridurrà il turismo mordi e fuggi
A Tirano le presenze in dieci anni sono passate da 20.691 a 73.688

Tirano ridurrà il turismo mordi e fuggi

I dati del consorzio: l’assessore Bombardieri indica come prioritario aumentare i giorni di permanenza in città. «Necessario un piano di marketing territoriale e l’individuazione del target di utenza a cui proporre offerte mirate».

Aumentare la media dei giorni di permanenza in città e effettuare un piano di marketing a livello mandamentale. Sono le due proposte che arrivano dall’assessore al Turismo del Comune di Tirano, Sonia Bombardieri, che entra nel merito del dibattito apertosi nei giorni scorsi in seguito ai dati dell’affluenza di turisti a Tirano e nel Tiranese dal 2007 al 2017.

A Tirano i numeri sono prepotentemente positivi visto che le presenze in dieci anni sono passate da 20.691 a 73.688, mentre gli arrivi da 9.178 a 49.805. Un aumento considerevole, seppure vada considerato - come ha fatto notare il consorzio turistico Terziere Superiore che ha raccolti i dati fino al 2015 dall’Istat e dal 2016 al 2017 dall’Osservatorio turistico Provincia di Sondrio - che solo dal 2015 le strutture extra alberghiere (che a Tirano sono cresciute di 336 posti letto in dieci anni) hanno l’obbligo di comunicare la registrazione degli ospiti. «Un aumento c’è stato indubbiamente, anche se va preso con le pinze - precisa anche l’assessore -. Un altro fattore importante che ha inciso sull’incremento dell’affluenza è il riconoscimento del trenino rosso come Patrimonio dell’umanità Unesco che ha portato ad un ulteriore movimento legato alla “freccia rossa”. Piuttosto occorre migliorare sulla permanenza media». E i numeri spiegano perché: a Tirano nel 2007 i turisti si fermavano in media 2,13 giorni (2,32 gli italiani e 1,49 gli stranieri), nel 2017 si è scesi del 31 per cento arrivando a 1,48 giorni di media (1,63 gli italiani e 1,27 gli stranieri).

«È vero che la tendenza a diminuire i soggiorni è a livello mondiale e che questo dato riguarda tutte le località del mandamento, ma i turisti si fermano poco a Tirano - spiega l’assessore -. Oggi chi viene dall’estero tende a vedere più mete nello stesso territorio. Occorre trovare le strategie giuste per aumentare la permanenza e, se i soggiorni restano brevi, dobbiamo aumentare gli arrivi. Dal mio punto di vista, come avevo già ribadito durante l’assemblea del consorzio turistico, dobbiamo realizzare un piano di marketing che lavori sulla comunicazione del territorio promuovendo tutti i prodotti e le opportunità. Tirano ha già un vettore che porta numeri alti, per cui basterebbe lavorare a livello comprensoriale e focalizzarsi su target più precisi di utenza che vanno individuati».

Un altro dato che salta all’occhio dalle presenze alberghiere ed extra alberghiere degli ultimi dieci anni a Tirano è il dimezzamento di turisti lombardi passati dal 44,48 per cento al 23,75 per cento, mentre sono aumentati quelli delle altre nazioni (dal 7,93 per cento al 18 per cento), della Svizzera (dal 3,91 per cento all’11,58 per cento) e, fra le regioni italiane, dall’Emilia Romagna e del Piemonte. «Una congettura della diminuzione dei visitatori lombardi potrebbe derivare dalla viabilità, visto che scontiamo una statale con tempi di percorrenza che si possono allungare a dismisura. Per contro mi viene da pensare che la tangenziale o un maggior utilizzo delle ferrovie potranno migliorare la situazione». Che a Tirano il turismo parli straniero, infine, lo dimostrano questo dato: sono di 55 nazioni i turisti che, nel 2017, sono passati per la città.


© RIPRODUZIONE RISERVATA