Tirano, il viaggio di Ulisse raccontato da Cederna è una storia attuale

Tirano, il viaggio di Ulisse raccontato da Cederna è una storia attuale

Quale luogo migliore per parlare del tema dell’accoglienza dell’altro di San Romerio, dove si trovano la piccola chiesa fondata tra il VII e VIII secolo e un monastero di regole agostiniana che accoglieva nello xenodochio i viandanti.

In questa meravigliosa alpe a 1.800 metri di altezza, sabato pomeriggio l’attore di origini pontasche, Giuseppe Cederna, ha portato “Odisseo, il migrante a San Romerio”, spettacolo fa parte del “Progetto Mediterraneo” ideato da Sergio Maifredi, regista di Genova, che propone l’Odissea in diverse località grazie ad una squadra di attori tra cui Maddalena Crippa, Paolo Rossi e Moni Ovadia.

Molte le persone - in particolare tiranesi - che dalla Valtellina sono “salite” lassù per ascoltare la parole di Cederna, egli stesso ispirato dal luogo di incontro e preghiera. L’attore e scrittore, pur cercando la concentrazione in un teatro all’aperto dove necessariamente gli spettatori sono anche escursionisti e passanti, ha quasi dialogato con il pubblico leggendo alcuni brani del poema epico e, soprattutto, raccontandoli, a volte attualizzandoli per catalizzare l’attenzione di tutti. Ha narrato della ninfa Calipso e della bella Nausicaa, dell’addio all’immortalità, dei «giorni gonfi di mare» e dell’approdo dell’eroe nell’isola dei Feaci, della cetra di Demodoco.

In particolare sulle lacrime di Odisseo Cederna si è soffermato e sulla richiesta di pietà. «Abbi pietà», è il filo conduttore che ha portato al presente, «dove non ne possiamo più di sentire le cifre dei migranti che muoiono o che arrivano. È umano e disumano insieme». Odisseo, «supplice e sventurato» trova accoglienza - seppure nel suo cuore non sa vedere «altro dolce» che la sua terra - e così anche oggi dovrebbe essere con i disperati. Un messaggio sotteso con delicatezza sulle note del violino di Chiara Varenna.


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