Tirano, il Museo rilancia la sua immagine
Una delle sale del Museo etnografico di Tirano con pezzi della tradizione contadina locale

Tirano, il Museo rilancia la sua immagine

Il Comune, da gennaio gestore del Met, ha affidato il restyling allo storico dell’arte Perrer. Pagina Wikipedia, sito Internet, orari di apertura saranno rivoluzionati e potenziati per accrescere l’attrattività.

Un piano di rilancio in termini di comunicazione, immagine e di iniziative a favore dell’utenza per il Museo etnografico tiranese. A questo sta lavorando l’amministrazione comunale cui da gennaio spetta la gestione del Met dopo la scadenza (avvenuta alla fine di un travagliato 2017) della convenzione con il Centro di iniziativa giovanile (Cig), che ha fondato il museo nel 1973 e per un quarantennio lo ha gestito.

Per capire il futuro del Met - gli oggetti inventariati sono oltre 5.700 dei quali 1.200 sono anche catalogati, circa 800 di questi ultimi sono esposti nelle 12 stanze e nel giardino - è stata individuata la figura dell’archeologo austriaco e storico dell’arte Gottfried Perrer, che si è occupato anche del Museo Salis, del Museo Poschiavino e del Parco delle incisioni rupestri di Grosio -, il quale traghetterà il Met verso l’affidamento definitivo a partire dal 2019.

«L’intenzione della giunta era quella di poter disporre di uno screening sul Museo e di un piano di comunicazione in vista dell’affidamento della gestione del prossimo anno - spiega l’assessore alla Cultura e Turismo, Sonia Bombardieri -. Il Comune non ha la possibilità di assumere personale, per cui dovremo fare un affidamento esterno tramite bando. Perrer dovrà analizzare la situazione esistente sia sul piano della collezione sia su come si possa trasformare il servizio, tenendo conto di quanto è emerso dal percorso partecipato con la comunità che si è tenuto nel 2017. L’intenzione è quella di essere attivi al più presto. Partendo dall’aspetto della comunicazione, si incrementerà la presenza del Met sui social, si rivisiterà il materiale promozionale e migliorerà, se possibile già quest’anno, l’informativa su Wikipedia. Si pensa anche a una rivisitazione del sito Internet, pensando a target diversi di visitatori fra turisti, cittadinanza, bambini. Per quanto riguarda le iniziative, fra un paio di settimane avremo un elenco di ipotesi sperimentali da realizzare nel corso dell’estate per vedere che ritorno avranno in termini di interesse e partecipazione».

Altro punto importante è quello degli orari di apertura del Met. Per il 2018 sarà ancora la società L’Involt a tenere aperto il Museo che manterrà gli stessi orari del passato, ovvero da ottobre a maggio il sabato dalle 14,30 alle 17,30, da giugno a settembre tutti i giorni (tranne il lunedì) dalle 10 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 18. «Al momento l’affluenza non è alta purtroppo - ammette l’assessore -. Faremo una valutazione anche sugli orari di apertura, ma per farlo serve una raccolta di dati sul tipo di visitatori. Il Met ha una frequenza diversa rispetto a quella del Museo valtellinese di storia e arte di storia di Sondrio e, forse, si avvicina di più a quella del Museo di Poschiavo che, ad esempio, durante l’inverno è chiuso. Secondo me dovremmo ragionare in un’ottica turistica durante l’estate e in un’ottica di comunità durante l’inverno, considerando anche il rapporto con le scuole. Si potrà pensare anche ad aperture straordinarie in occasione di eventi e celebrazioni. Sentiremo altri attori del territorio per buttare le reti di una collaborazione».


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