Tirano, dopo il restauro San Michele torna sulla cupola del Santuario
1e 2 La statua è stata sistemata ieri sulla cupola del Santuario

Tirano, dopo il restauro San Michele torna sulla cupola del Santuario

Lo hanno potuto vedere ancora per un po’, salutarlo prima che spiccasse il volo per raggiungere la sua posizione dominante sulla città, quasi in funzione protettiva come ritenevano i tiranesi del passato.

Parliamo di san Michele Arcangelo, la statua di Francesco Guicciardi che, dopo il restauro, è stata posta ieri mattina sulla cupola esterna del santuario della Beata Vergine di Tirano. A tempo di record il restauratore bergamasco, Franco Blumer, ha ridato splendore alla statua, fatta di rame e ferro, che è rimasta in esposizione per qualche giorno all’interno della basilica. Ieri mattina una ditta specializzata, chiamata dal rettore del santuario don Aldo Passerini (che è tuttora rettore finché la comunicazione del futuro rettore, don Gianpiero Franzi, non sarà tramutata in nomina ufficiale), ha trasportato l’angelo sulla sommità della chiesa con l’impavido restauratore Blumer, già esperto di altezze visto che ha restaurato, lavorando in quota, anche la Madonnina del Duomo di Milano.

Innanzitutto Blumer, con il cestello, è stato trasportato in cima e ha sistemato il palo che sostiene la statua. Poi, tornato sul sagrato, ha tolto la testa della statua e ha sistemato al suo interno un bussolotto contenente informazioni. «Nello stesso bussolotto avevo trovato documentazione sul precedente restauro ed ora è toccato a noi lasciare ai posteri una relazione sul restauro fatta da me - afferma Blumer - ed una relazione del rettore, oltre ad una chiavetta usb con foto e una scansione della testa tridimensionale, nella speranza che fra un settantennio o più si sia ancora in grado di leggere le chiavette per il pc…».

A quel punto l’opera d’arte - commissionata dai deputati del santuario nel 1587 a Francesco Guicciardi di Ponte - è tornata al suo posto. «In queste settimane di lavoro la scultura è stata pulita - prosegue il restauratore -. Si è fatta l’ablazione con il laser per togliere la ruggine e poi si è messo un protettivo a base di cere microcristalline con sei passate. Infine si è lavorato sul consolidamento».

Ieri San Michele è tornato sulla lanterna della cupola pronta a ruotare, com’è stato, in questi anni quando spira il vento. Tanto che nel settembre 1620 quando i cattolici valtellinesi e spagnoli, nella battaglia al Campone vinsero sulle truppe di Berna e Zurigo dei Grigioni «pareva che la statua di San Michele - dice uno storico - continuamente combattesse in difesa dei cattolici contro gli eretici, visibilmente movendosi e vibrando la spada contro il nemico fino a vittoria ottenuta».


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