Ticket a Chiareggio, pausa di riflessione
Festa dell’alpeggio a Chiareggio, come sempre affollatissima

Ticket a Chiareggio, pausa di riflessione

Il sindaco Petrella: «Stiamo valutando se andare avanti lo stesso oppure se trovare un’alternativa». Era stato ipotizzato un esborso di 3 euro a vettura «perché vogliamo ridurre l’inquinamento in un posto stupendo».

In Valmalenco si sono soltanto momentaneamente calmate le acque sulla spinosa questione che riguarda la possibile introduzione di un ticket di ingresso a Chiareggio per le automobili (le elettriche sarebbero escluse dal provvedimento). In un’intervista apparsa una ventina di giorni sul nostro giornale, il sindaco Renata Petrella e l’assessore a trasporti, viabilità e commercio Andrea Parolini avevano annunciato la volontà di istituire - da giugno a ottobre - una ztl con conseguente “pollution charge” a partire da Sabbionaccio: «Chi vorrà andare a Chiareggio dovrà pagare un ticket nell’ordine dei 3 euro a vettura, perché vogliamo ridurre l’inquinamento in un posto bellissimo che in estate è letteralmente invaso dalle auto» aveva dichiarato Parolini.

La reazione alla notizia non si è fatta attendere: alcuni principali operatori turistici della zona interessata non hanno affatto preso bene la novità; temendo la diminuzione di turisti e giro d’affari, gli albergatori, i rifugisti, i ristoratori e i piccoli commercianti di Chiareggio hanno chiesto e ottenuto un confronto con il sindaco Petrella.

L’incontro ha portato a una pausa di riflessione da parte dell’amministrazione comunale di Chiesa, come ci ha confermato ieri il primo cittadino: «Non tutti sono contrari al ticket, ma attualmente coloro che si oppongono sono tanti ed è giusto ascoltarli. Stiamo valutando i dubbi e le perplessità che ci hanno esposto. Diciamo che sono contrari al ticket “solo” per Chiareggio: lamentano il fatto che Chiareggio verrebbe discriminata rispetto agli altri posti della Valmalenco; così facendo - secondo loro - la gente preferirebbe andare altrove. Stiamo valutando se andare avanti lo stesso - perché per noi il progetto è buono - oppure se trovare un’alternativa che potrebbe essere la sosta a pagamento e la creazione di un anello che regolamenti il traffico e salvaguardi la sicurezza nei periodi di punta, perché il problema del traffico persisterebbe. Certo, i parcheggi a pagamento non porterebbero molti benefici all’ambiente, ma forse potrebbero incentivare il “car pooling”, ossia la condivisione dell’auto privata tra più persone per raggiungere Chiareggio».

La logica conseguenza all’introduzione di una tassa come l’area C di Milano sarebbe l’aumento dei mezzi pubblici da e per Chiareggio, una soluzione però non praticabile per Renata Petrella perché «economicamente parlando, per adesso non è possibile aumentare il numero dei pullman». E sulla modalità di pagamento del ticket, il sindaco spiega che «verrebbero installate delle colonnine per pagarlo con contanti, bancomat, carte di credito e anche tramite le app dello smartphone; nel caso in cui optassimo per i parcheggi a pagamento, le modalità di pagamento sarebbero le stesse, eccezion fatta per la app che avrebbe un costo troppo alto».

«Ci incontreremo ancora nelle prossime settimane con gli operatori di Chiareggio e per l’estate prenderemo sicuramente una decisione - conclude Renata Petrella -. Le novità mettono sempre una gran paura; avevamo messo in conto una reazione forte e mi aspettavo tante polemiche, soprattutto dagli interessati; ma penso che alla fine troveremo una soluzione che soddisfi tutti».


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