Ticino, il voto è contro gli italiani  Passa la linea protezionista
Per le imprese italiane diventa sempre più difficile lavorare in Canton Ticino (Foto by archivio)

Ticino, il voto è contro gli italiani

Passa la linea protezionista

esito choc per il referendum “Prima i nostri!”. Ribaltati i pronostici della vigilia: il 57% idegli aventi diritto - con i “grandi centri” come Chiasso e Bellinzona a favore dell’iniziativa votano per garantire «priorità assoluta» alla maonodopera svizzera

Ora è davvero allarme rosso per i 62 mila frontalieri (25 mila comaschi) che ogni mattina salgono in auto per recarsi al lavoro in Ticino. A sorpresa e contro anche i più rosei pronostici della vigilia - quando per “il gran finale” dell’attesa consultazione cantonale manca il dato di pochissimi Comuni - gli elettori ticinesi hanno premiato l’iniziativa “Prima i nostri!” targata Udc, che prevede “priorità assoluta” alla manodopera locale: 57% i voti favorevoli - con i “grandi centri” come Chiasso e Bellinzona a favore dell’iniziativa - con il no fermo al 40%. Netta la sconfitta del controprogetto redatto e votato dal Gran Consiglio: 57,1% i no, 37,1% i sì. In pratica, ribaltati i pronostici della vigilia. Bocciatura all’orizzonte invece per l’altra iniziativa in votazione nel vicino Cantone, “Basta con il dumping salariale in Ticino!”. I favorevoli sono il 45,1%, i contrari il 52,4%.


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