Test salivari in quasi 4mila scuole  Solo due casi positivi su 3617 totali
I test salivari alle scuole Garibaldi

Test salivari in quasi 4mila scuole

Solo due casi positivi su 3617 totali

Ha aderito alla sperimentazione anche l’istituto Garibaldi con 180 studenti

Solo due positività riscontrate su 3.617 test salivari effettuati, a titolo sperimentale, in 466 scuole dell’infanzia, 1.959 Elementari e 1.575 Medie della Lombardia.

E’, questo, l’esito della sperimentazione varata nel maggio scorso dall’assessorato al Welfare di Regione Lombardia, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano, dove, il test salivare è stato realizzato.

«Siamo molto soddisfatti - è il commento, a caldo, di Letizia Moratti, assessore regionale al Welfare -, non solo di questi primi risultati, ma anche della possibilità di aver utilizzato uno strumento diagnostico, già in uso in Europa e negli Stati Uniti, che non comporta la presenza di personale sanitario per la raccolta del campione e, nella sua estrema semplicità e praticità, è assolutamente ideale per le scuole».

Se ne è avuta prova anche in provincia di Sondrio.

Lo scorso 19 maggio scorso prima di tutto, e, poi, di nuovo, il 3 giugno.

La sperimentazione è stata infatti condotta dentro l’unico istituto da noi selezionato, il comprensivo “Giuseppe Garibaldi”, di Chiavenna, diretto da Francesco La Vecchia. Qui sono stati 180 gli alunni coinvolti, appartenenti ad 11 classi, tre dell’infanzia, tre delle Medie, una prima e due seconde, e cinque delle Elementari, dalla prima alla quinta. A tutti i bambini e i ragazzi aderenti, le operatrici dell’Ats della Montagna, coordinate da Anna Maria Cioccarelli, direttore del Laboratorio di Prevenzione del dipartimento di Igiene e prevenzione dell’Ats stessa, hanno consegnato il test, consistente in un bastoncino con, all’estremità, un dispositivo in gomma che sono stati invitati a succhiare, per produrre la salivazione, senza masticare.

Questo per due minuti, per far sì che il batuffolo si irrorasse di saliva. Dopodiché è stato riposto nel suo stick contenitore e inviato al laboratorio analisi di Brescia, di riferimento per Ats, per la processazione.

E, da lì, è ritornato, a stretto giro di posta, il giorno successivo, con esito di negatività assoluta.

E per la gioia del preside, La Vecchia, che ha tirato un sospiro di sollievo, considerato che l’attività del suo istituto ha potuto riprendere senza intoppi.

Un’istituto che, alla luce delle adesioni alla sperimentazione registrate a livello macro, è risultato essere molto partecipativo.

Qui, ha aderito l’87% degli alunni, mentre la media regionale è stata del 57%, scesa al 51% nelle scuole dell’infanzia (da noi sopra il 90%), e, poi, pari al 62% alle Elementari, e al 56% alle Medie.

L’intenzione, ha rilevato Moratti, è poi quella di estendere lo screening a più scuole, alla ripresa delle lezioni, a settembre.

Sempre di ieri, in tema, di scuola, non è mancato anche l’intervento di Attilio Fontana, presidente regionale, che ha sottolineato quanto sia «importante sostenere l’esame di maturità e tornare alla normalità.


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