Test: positivo  il 52%  Ma di questi solo 1 su 5  ha il coronavirus

Test: positivo il 52%

Ma di questi solo 1 su 5

ha il coronavirus

A breve test a forze dell’ordine e pompieri Saporito: «Nessun paziente più in terapia intensiva»

Sondrio

Oltre la metà dei test sierologici effettuati in provincia di Sondrio sono risultati positivi, ma tra queste persone solo il 20%, sottoposte al tampone, risultano essere positive al Covid-19. Questi i dati emersi nel corso della riunione in video conferenza del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

In apertura dell’incontro la dottoressa Lorella Cecconami, direttore generale dell’Ats della Montagna, ha sintetizzato l’andamento epidemiologico dell’infezione da Covid-19 nel territorio in Valtellina e Valchiavenna.

«È emerso che la situazione attuale è sotto controllo anche se è necessario attendere altri giorni per valutazioni più accurate - si legge nella nota della Prefettura -. I casi che si stanno registrando in questo periodo derivano da ricerche attive, in particolare dalle segnalazioni sui casi sospetti che provengono dall’esito dei test sierologici o dalle segnalazioni dei medici di medicina generale. Allo stato, circa il 52% dei test sierologici risultano positivi e, di questi, solo il 20% risultano positivi al tampone».

Secondo le linee guida della Regione Lombardia, a breve saranno sottoposti a test sierologico le forze dell’ordine, i vigili del fuoco e i dipendenti delle dogane; in un secondo momento anche altre categorie di lavoratori.

«Per quanto riguarda, invece, la situazione relativa ai presidi ospedalieri, il direttore generale dell’Asst Valtellina e Alto Lario, Tommaso Saporito, ha precisato che la condizione relativa ai pronti soccorso è gestibile, non essendoci nuovi casi - spiegano ancora dalla Prefettura -. Attualmente presso l’ospedale di Sondalo sono ricoverati 54 donne e 38 uomini e non risulta più alcun paziente in terapia intensiva. Tutti i nuovi ricoverati saranno sottoposti a test sierologico e a tampone. Per quanto riguarda il personale sanitario, fermo restando la misurazione della temperatura corporea, attualmente tre quarti di questo è già stato sottoposto ai test sierologici».


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