«Test, fase delicata  Doveva affrontarla  la sanità pubblica»
I test sierologici effettuati privatamente in un’azienda a Valdidentro

«Test, fase delicata

Doveva affrontarla

la sanità pubblica»

Alcide Molteni, medico ed ex sindaco: «Andava evitato l’affidamento a strutture private»

«Convivere col covid è necessario. Diversamente si arretra. Tuttavia occorre farlo nel modo più sicuro possibile, senza cedere di un millimetro rispetto a tutto ciò che si può fare per scovare i casi asintomatici. Evitando accuratamente, tuttavia, porre in capo una partita così complessa ai privati».

Arriva, puntuale, la “bacchettata” di Alcide Molteni, medico, già sindaco di Sondrio per quattro mandati e, in questa veste, già presidente della Conferenza dei sindaci sulla sanità, rispetto all’apertura di Regione Lombardia ai test sierologici proposti da laboratori privati. «Ora mi si deve spiegare perché consegniamo una fase così delicata nelle mani del privato accreditato - insiste Molteni - quando abbiamo fior fior di laboratori pubblici che potrebbero occuparsene. Non penso che sia perché la sanità pubblica non ha i mezzi sufficienti per farsene carico, perché allora mi si deve spiegare come fa ad averla la sanità privata».

«Se un ambulatorio privato di questo tipo riesce a prodursi in una simile mole di attività - dice Molteni - non capisco perché non debbano riuscirci i laboratori pubblici che abbiamo, ben dotati, sul nostro territorio. Io dico questo, eravamo impreparati di fronte all’emergenza coronavirus? Non eravamo pronti? D’accordo, mi sembra ormai un dato assodato. Però facciamoci trovare pronti almeno nella fase 2 dell’era coronavirus che, ricordiamoci, non è affatto debellato. Qui si tratta di trovare il modo per conviverci, in sicurezza».

Molteni parla da medico: «Ho sotto controllo situazioni di questo tipo, emblematiche, in cui il virus si è trasmesso a catena, nonostante tutte le raccomandazioni fatte. Non si può andare avanti facendo finta di niente e, tutt’al più, permettendo il test a pagamento dai privati e il tampone, anche quello a pagamento, in caso di positività al test. Deve essere la sanità pubblica ad affrontare questa fase in cui la convivenza col covid diventa, volenti o nolenti, la normalità. È una fase, un processo, troppo importante per pensare che si possa gestire in questo modo, senza una vera regia. Invito i nostri sindaci ad attivarsi, perché un territorio covid free senza i tamponi a tappeto non l’avremo mai».


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