Terza dose  Il problema della sede

Terza dose

Il problema della sede

Vaccinazioni La chiusura dei centri massivi a Morbegno e a Sondrio inizia a creare qualche problema

La capacità vaccinale della provincia di Sondrio è al limite, con ritardi sulle prenotazioni che interessano in primis le aree più popolate, quali il Morbegnese e il Sondriese. Quelle che, fra l’altro, risentono dello smantellamento dei centri vaccinali massivi, collocati al Polo fieristico a Morbegno, e alla palestra De Simoni-Quadrio a Sondrio.

La richiesta

«Per noi il Polo fieristico era la soluzione ideale - afferma Giovanni Pezzola, 74 anni, di Morbegno - comodo, veloce, ampio. Ora invece non capisco cosa stia succedendo. Questa mattina - raccontava ieri - mi sono collegato in Internet per la prenotazione, dato che i sei mesi dalla seconda dose sono scaduti lunedì, ma c’era posto subito solo a Villa di Tirano. Per le mie condizioni di salute e la mia capacità di movimento, non è il massimo. Preferirei affrontare la cosa qui a Morbegno - dice ancora Pezzola -. Allora ho chiamato il call center regionale, ma mi hanno detto che non avevano spazi su Morbegno e di richiamare la prossima settimana. Sono state gentilissime le impiegate, e di questo le ringrazio, però sono un po’ preoccupato. Avrei piacere di affrontare la terza dose quanto prima».

E il “sentiment” del signor Pezzola rispetto alla terza dose vaccinale è sempre più diffuso. Perché a fronte di poche persone che fanno una fatica immane a vaccinarsi, c’è una stragrande maggioranza di cittadini che chiede di essere vaccinato e di poterlo fare quanto prima per proteggersi dal contagio che avanza.

E con il passare dei giorni la domanda aumenterà, perché se i vaccinati prima del 31 maggio scorso sono stati poco più di 2 milioni, in Lombardia, quelli vaccinati prima del 30 giugno erano 2,8 milioni, prima del 31 luglio 4,7 milioni, fino ai 5 milioni vaccinati prima del 31 agosto.

Tradotto, è in arrivo un’ondata di richieste di terze dosi (o seconde per Johnson, ndr) che non potrà essere affrontata con i pochi poli vaccinali attivi, anche in provincia di Sondrio.

Emblematico quanto accaduto ieri mattina al Presidio ospedaliero territoriale di Morbegno, dove complice la presenza del mercato del sabato in piazza Sant’Antonio si è creato un ingorgo fra via Morelli, sede del Presidio, e le strade limitrofe. Situazione stigmatizzata via social dal capogruppo di opposizione Andrea Ruggeri, per il quale - ma non è il solo a pensarla così - il Pot non può essere la soluzione, rappresentata invece dal Polo fieristico.

«Il monitoraggio della campagna vaccinale è costante - assicurano da Asst Valtellina e Alto Lario - ed effettuato secondo le indicazioni di Regione Lombardia». In base alle platee di candidabili alla terza dose e all’andamento delle prenotazioni, si decide per l’apertura di nuovi slot e, per quanto riguarda Morbegno in particolare, si stanno valutando anche altre location. Non il Polo fieristico, però, perché a breve sono previste delle manifestazioni, per cui non è una strada praticabile».

Maggior pressione

È pacifico che la pressione sia maggiore proprio a Morbegno e Sondrio, perché queste sono le aree più popolate della provincia, per cui far convergere masse sul Policampus e sul Pot soltanto non è auspicabile.

«Dobbiamo tenere conto, però, anche - ricordano da Asst - della disponibilità di medici e paramedici da destinare alla vaccinazione, perché molti operatori sono impegnati dentro le strutture nell’affrontare la mole di arretrato accumulatosi nel post emergenza e, allo stesso modo, molti medici di medicina generale sono impegnati nelle vaccinazioni antinfluenzali e


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