«Territorio fragile, dobbiamo dare tutti un aiuto concreto»
La situazione di Valfurva è solo la punta dell’iceberg (Foto by archivio foto arpa)

«Territorio fragile, dobbiamo dare tutti un aiuto concreto»

Vittorio Quadrio (Ordine dei Commercialisti): «Il Ruinon è la punta dell’iceberg, tutti i professionisti facciano squadra per soluzioni strutturali e definitive»

Il clima cambia, è vero, e molti dei dissesti idrogeologici del territorio di Valtellina e Valchiavenna (le frane di Gallivaggio e Ruinon sono solo la punta dell’iceberg) ne sono una chiara conseguenza. Molto però si può fare per prevenire i disastri e far fronte alla fragilità della provincia di Sondrio. Ne è convinto Vittorio Quadrio, presidente dell’Ordine dei Commercialisti, che ha deciso di mettersi in gioco in prima persona e chiamare a raccolta tutti i professionisti del territorio, dai geologi agli operatori sanitari, dagli architetti ai geometri, agli urbanisti, farmacisti, agronomi, periti. «Obiettivo trovarsi intorno a un tavolo a settembre, con le istituzioni e il prefetto di Sondrio, per dare risposte concrete al territorio. Vicini non solo a parole ma con i fatti, ciascuno per quanto possibile in base alle proprie competenze. Per introdurre un sistema operativo sulla scorta di altre esperienze ben avviate in altri contesti simili da Paesi europei alpini».

«Non più solo interventi tampone - aggiunge Quadrio - ma soluzioni strutturali efficaci e definitive, incentivando una serie di interventi a difesa del territorio in modo organizzato e costante, al fine di evitare in futuro situazioni di urgenza come Ruinon e Gallivaggio, che comunque dovranno seguire cronoprogrammi certi una volta ottenuta, come sembra, l’attenzione dovuta e le risorse conseguenti». La situazione che si è venuta a creare a Santa Caterina Valfurva, con l’apertura a singhiozzo della strada provinciale e le pesanti ripercussioni sulle presenze turistiche nella zona, preoccupa e non poco i commercialisti. «Serve un intervento definitivo - sottolinea Quadrio - non fosse altro che per le conseguenze di una calamità annunciata che potrebbe avere effetto negativo su tutta l’Alta Valtellina e sull’immagine turistica, nonché su quella delle prossime Olimpiadi, basti pensare all’effetto tappo del Ruinon con rischi di provocare un’esondazione su Bormio e altrove». E molto pragmatismo il presidente dell’Ordine dei Commercialisti guarda agli interventi già avviati in Valfurva. «Il completamento della galleria (i lavori erano stati avviati a giugno, pochi giorni prima che scattasse l’ennesima emergenza, ndr), che sembra un intervento sufficientemente risolutivo, dovrebbe chiudersi in due anni con il rischio che lo stillicidio sulla viabilità prosegua sino al 2021 come in quest’estate? E le ripercussioni sono già da ora tenute in dovuta considerazione oltre e passato l’effetto mediatico attuale?».

Il grido d’allarme della gente e degli operatori economici di Valfurva non deve cadere nel vuoto. Sono già stati avviati contatti con gli istituti di credito per la partita mutui e dilazioni nei pagamenti. «La Consulta provinciale dei liberi professionisti può e deve avere un ruolo importante - conclude Quadrio -. Non vogliamo assolutamente speculare sulla situazione che si è venuta a creare ma dare un contributo fattivo. Nessuna volontà di sovrapposizione ai tavoli istituzionali, ma anche per la politica, per poter fare pressing e ottenere finanziamenti, agevolazioni fiscali e quant’altro, è importante avere alle spalle un territorio compatto, pronto a far fronte comune. Noi ci siamo».


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