Terremoti in provincia di Sondrio, ecco la mappa del rischio
Sopralluogo all’ospedale a Chiavenna dopo le scosse registrate nell’ottobre scorso

Terremoti in provincia di Sondrio, ecco la mappa del rischio

Sono 14 i centri classificati a sismicità molto bassa. Gli altri si trovano in zona 3, dove possono verificarsi scosse forti ma rare.

Scuotimenti, scosse telluriche di magnitudo variabile considerate perché possibili e persino «attese con una certa probabilità nel tempo per ogni punto dell’Italia». Con parametri e gradi di rischio ricavati da studiosi ed elaborazioni statistiche catalogate secondo una scala numerica, da tenere presente nella progettazione di un edificio.

Sono questi i criteri inerenti le previsioni di rischio che hanno ispirato in Italia a partire dal 2002 la creazione di una mappa della pericolosità sismica redatta attribuendo un indice di pericolo per ognuno dei comuni italiani. Questo documento, che è a disposizione di tutti sul sito online della Protezione civile, costituisce la cartina identificativa dell’Italia a rischio terremoti in un Paese che è considerato, in Europa, tra quelli maggiormente esposti alle catastrofi telluriche. Un territorio ad elevata sismicità e pressoché tutti i comuni del Belpaese sono classificati con l’attribuzione del rischio sismico che li riguarda secondo una scala da 1 a 4. Andando a osservare l’elenco ragionato, si scoprono particolarità e indicatori non del tutto privi di rischio anche per la nostra provincia. La scala a pericolosità crescente, nella quale è stato classificato tutto il territorio nazionale, considera una Zona 1, la più pericolosa, contesto in cui si possono verificare «fortissimi terremoti». Zona 2, in questa zona possono verificarsi forti terremoti. Zona 3, zona nella quale «possono verificarsi forti terremoti ma rari» e Zona 4, la meno pericolosa. «Lì i terremoti sono rari».

In provincia di Sondrio solo 14 sono i comuni classificati a rischio 4, vale a dire a “sismicità molto bassa”, tutti gli altri sono a rischio tre. Questo è l’elenco, Albaredo per San Marco 3, Albosaggia 3, Andalo Valtellino 4, Aprica 3, Ardenno 3, Bema 3, Berbenno di Valtellina 3, Bianzone 3, Bormio 3, Buglio in Monte 3, Caiolo 3, Campodolcino 3, Caspoggio 3, Castello dell’Acqua 3, Castione Andevenno 3, Cedrasco 3, Cercino 4, Chiavenna 3, Chiesa in Valmalenco 3, Chiuro 3, Cino 4, Civo 3, Colorina 3, Cosio Valtellino 3, Dazio 3, Delebio 4, Dubino 4, Faedo Valtellino 3, Forcola 3, Fusine 3, Gerola Alta 3, Gordona 4, Grosio 3, Grosotto 3, Madesimo 3, Lanzada 3, Livigno 3, Lovero 3, Mantello 4, Mazzo di Valtellina 3, Mello 3, Menarola 4, Mese 4, Montagna in Valtellina 3, Morbegno 3, Novate Mezzola 3, Pedesina 4, Piantedo 4, Piateda 3, Piuro 3, Poggiridenti 3, Ponte in Valtellina 3, Postalesio 3, Prata Camportaccio 3, Rasura 4, Rogolo 4, Samolaco 4, San Giacomo Filippo 3, Sernio 3, Sondalo 3, Sondrio 3, Spriana 3, Talamona 3, Tartano 3, Teglio 3, Tirano 3, Torre di Santa Maria 3, Tovo di Sant’Agata 3, Traona 3, Tresivio 3, Valdidentro 3, Valdisotto 3, Valfurva 3 , Val Masino 3, Verceia 3, Vervio 3, Villa di Chiavenna 3, Villa di Tirano 3.

Nessun comune lombardo è in ogni caso considerato ad alto rischio sismico, ascritto dunque alla “cosiddetta zona 1”, 57 sono i comuni in zona 2, quasi tutti insediati in una fascia territoriale compresa nelle province di Brescia e di Mantova, 1.028 compresi i nostri sono in zona 3, attestati prevalentemente nelle province di Bergamo, Pavia, Brescia, Cremona, Lecco, Lodi, Monza-Brianza, Milano, Mantova e ovviamente Sondrio. Altri 446 comuni sono inseriti in zona 4.

«Questi criteri di catalogazione del rischio – hanno chiarito i tecnici sismologi – valutano scientificamente i precedenti dei terremoti avvenuti in Italia secondo dati storici, la loro frequenza e intensità in determinate zone e su questi indici si basa la mappa della pericolosità sismica. Vengono in sostanza indicati i terremoti attesi con una certa probabilità nel tempo per ogni punto dell’Italia, dati da tener presente in modo particolare, al momento di progettare dei nuovi edifici, che devono essere costruiti con criteri antisismici».


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