Terrazzamenti e vigneti  Ecco i soldi per valorizzarli

Terrazzamenti e vigneti

Ecco i soldi per valorizzarli

La Regione mette sul piatto 3 milioni di euro a fondo perduto

Rainoldi: «Occasione straordinaria, che non dobbiamo lasciarci sfuggire»

«Un’occasione straordinaria che speriamo possa essere colta da aziende e viticoltori». Va sotto il nome di bando regionale “terrazzamenti” con la sua dotazione di 3 milioni di euro a fondo perduto, l’occasione da non mancare per il patrimonio terrazzato della provincia, punto fondamentale per la produzione dei grandi vini, ma anche per un rilancio in chiave turistica di Valtellina e Valchiavenna. Ancor più ora che le Olimpiadi non sono lontane.

Riprogettare il futuro

Un investimento importante quello regionale che colma una lacuna da tempo denunciata dal comparto, e che il presidente del Consorzio dei vini Aldo Rainoldi si augura non vada perso. «La politica ci offre uno strumento importante, la preoccupazione è che questi fondi vengano spesi» dice ricordando le tappe che hanno portato al bando: la convocazione dell’assessore regionale alla Montagna Massimo Sertori al Consorzio alla fine dello scorso anno per parlare delle necessità del mondo vitivinicolo, proprio a partire dalle manutenzione dei muretti e dei terrazzamenti, la comunicazione, «inaspettata, frutto della grande sensibilità di Sertori che ha coinvolto anche il collega Rolfi», qualche mese fa dell’investimento e poi l’approvazione del bando. «Da sempre tutti parlano di viticoltura eroica - sottolinea Rainoldi -, ma finora i contributi al patrimonio terrazzato erano stati pochi o nulli. Il comparto beneficia sovente di risorse per il rinnovo tecnologico, ma l’elemento qualificante, il terrazzamento, è stato sempre piuttosto trascurato. Ora questo bando rappresenta un cambio di rotta. Per questo vorremmo che arrivassero tante domande cosicché i muri che sono caduti possano essere ricostruiti e quelli che “spanciano” possano essere oggetti di manutenzione prima di cadere».

A preoccupare per la riuscita del bando sono i tempi ridotti - richieste entro il 15 settembre - e un anno che certo non è stato fin qui dei più semplici. «Non ci siamo fatti mancare nulla - dice Rainoldi -: dal lockdown alla grandinata. Le difficoltà ci sono, ma credo che questo sia anche il momento in cui riprogettare il futuro». Di opportunità straordinaria parla anche l’assessore regionale Sertori cui il Consorzio ha rivolto il proprio più sentito ringraziamento. «Non abbiamo fatto nulla di particolare - si schermisce lui -, abbiamo agito secondo il metodo pragmatico che adottiamo sempre: abbiamo ascoltato le necessità, ce ne siamo fatti carico e poi abbiamo tradotte le risposte in misure fattive. Sappiamo che i terrazzamenti sono frazionati tra moltissimi proprietari, ma ciascuno di loro per la propria parte mantiene vivo un monumento». Al punto tale che se il bando dovesse riscuotere il successo che tutti si augurano, l’assessorato è pronto a investire altre risorse.

Patrimonio unico

«Il bando è stato costruito sulle aspettative del mondo della viticoltura - aggiunge Tiziano Maffezzini, presidente della Comunità montana di Sondrio che ha lavorato al documento in qualità di numero uno dell’Uncem lombarda -. Tre milioni di risorse, vuol dire sei milioni di investimenti, somme che su questo tipo di lavori non si erano mai viste. Se il bando andrà bene potrà diventare una misura stabile che consente la programmazione pluriennale».

«Se diamo continuità a queste azioni non facciamo che il bene del territorio - gli ha fatto eco Cristina Scarpellini, presidente della fondazione Provinea - Per il comparto questo tipo di investimento rappresenta un passaggio fondamentale». Il primo di una serie. A partire dal 9 settembre con la commissione per la candidatura al registro nazionale dei Paesaggi rurali storici.


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