Terminato il tour  Road to Boiler Cup  500 km in 17 ore
I ragazzi ad Ardenno con il sindaco Laura Bonat durante il Road to Boiler Cup

Terminato il tour

Road to Boiler Cup

500 km in 17 ore

Il gruppo goliardico “Chiamarsi Boiler” ha completato il giro della Provincia da Madesimo fino a Livigno

«Cinquecento chilometri di strade valtellinesi in meno di 17 ore, un’impresa titanica che non saremmo riusciti a compiere senza il vostro supporto». Prova superata per “Chiamarsi Boiler”, il team goliardico di Giacomo Scherini e Michele Boscacci e soci (hanno una pagina seguitissima sui social che spara “valtellinesità” a suon di meme), che questa volta si è inventato il “Road to Boiler Cup”.

Un viaggio contro il tempo (leggasi: nel rispetto del coprifuoco) incominciato sabato all’alba in Valchiavenna e terminato 17 ore dopo in Alta Valtellina seguendo la geografia dell’intera provincia di Sondrio, fra terrazzamenti, pinete e piccoli borghi, strade strette ostacolate dal viaggiare lento dei “birocc”, e sempre rifocillati da immancabili prodotti tipici.

L’avventura è iniziata a Madesimo con tre automobili fornite da Autovittani, «uno dei nostri sponsor in questa avventura insieme a Qc Terme Bormio, Kanuf, Tananai, Fix for all, l’agriturismo Via del campo, il panificio Spini», dicono i ragazzi di Boiler. Accoglienza strepitosa a Campodolcino, «dove il vicesindaco alle 5 e mezzo ci ha offerto grappa e salame, poi Piuro alle cascate, con un sindaco squisito che ci ha portato il caffè». I primi rallentamenti in Valgerola per colpa di un paio di Apecar e verso la Val Tartano fermati da un camper. Ad Ardenno pit stop con sindaco e assessore, a Berbenno un saluto alla sportiva olimpica Arianna Fontana.

«A Fusine ci è saltata una gomma». Niente panico, nonostante l’imprevisto i ragazzi hanno proseguito verso la Valmalenco, poi giù a Faedo per un saluto agli amministratori, così come a Chiuro e a Teglio per una sosta pizzoccheri; ad Aprica il benvenuto del sindaco così come a Tirano e quindi il romanticissimo tramonto sul Foscagno per arrivare a Livigno. «Un’esperienza bellissima - sentenziano i Boiler - abbiamo visto posti vicini sì, ma magari mai raggiunti prima, ad esempio Bema e la sua strada scenografica. E bellissima è stata l’accoglienza di chi ci ha incontrato per strada e dei sindaci che hanno firmato la nostra Boiler Cup. Grazie a tutti, davvero».

Chiusa la “Road to Boiler Cup” documentata su Instagram, i ragazzi sono scesi a Talamona, dove il vicesindaco Alessandro Cian in grande spolvero ha ricevuto la Boiler Cup 2020 (un boiler vero, che si vince a colpi di like sui social per decretare il “campanile” più amato), che l’anno scorso per via della pandemia era rimasta a casa. «Il mitico Boiler, firmato da tutti i Comuni della provincia, è esposto nella vetrina del piano terra della Casa della Cultura visibile a tutti - le parole di Cian -. Talamona è un paese meraviglioso e la nostra vittoria è un segno di una comunità unita, pronta a dimostrare l’entusiasmo che ci contraddistingue. Un ringraziamento ai talamonesi, in particolare Susanna e Stefano che hanno stimolato i voti sui social, ma anche agli otto sindaci, fra i quali il nostro ex-sindaco Fabrizio Trivella, e i 25 vip che hanno espresso il loro voto gridando “Talamona” a gran voce dai loro balconi. Un ringraziamento ai Boiler perché in un momento difficile come il primo lockdown ci hanno fatto sentire meno soli. Invito chi volesse conoscere il segreto della nostra vittoria a visitare il nostro bel paese, scoprendo così il segreto della nostra felicità».


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