Terme, la sorgente fino al 2062
Le Terme di Bormio, l’impianto è gestito da una società a partecipazione pubblica

Terme, la sorgente fino al 2062

Bormio, i quattro Comuni soci hanno sancito davanti al notaio l’accordo per lo sfruttamento della Cinglaccia. Lo stabilimento avrà accesso all’acqua per i prossimi decenni, proseguendo un’attività iniziata nell’Ottocento.

L’acqua termale che sgorga dalla sorgente Cinglaccia potrà essere utilizzata dallo stabilimento di Bormio Terme fino al 1 giugno del 2062. Questo, in estrema sintesi, il contenuto dell’atto stipulato ieri nello studio del notaio Pierluigi Corradini di Bormio alla presenza dei sindaci dei quattro comuni sociali (Bormio, Valfurva, Valdidentro e Valdisotto) e del presidente del consiglio di amministrazione della società Bormio Terme Emilio Triaca.

Un diritto d’uso della fonte termale di fatto scaduto nel 2012 e rinnovato, nel 2016, dal solo comune di Bormio. Poi la procedura si era di fatto “bloccata”, vuoi per il metodo vuoi per il merito. E invece questa settimana, nell’arco di pochissimi giorni, si è svolta la convocazione di tutti e quattro i consigli comunali e, ieri mattina, la stipula dell’atto notarile. «È stato un traguardo importante per la società Bormio Terme - ha commentato Triaca a margine della firma - quello raggiunto stamani (ieri per chi legge) davanti al notaio Corradini di Bormio. I sindaci dell’Alta Valle hanno sottoscritto l’atto con il quale hanno rinnovato alla società Bormio Terme il diritto d’uso dell’acqua termale proveniente dalla fonte termale Cinglaccia fino al 1 giugno 2062. Si tratta di un passaggio storico per la società Bormio Terme che conferma la rinnovata fiducia degli amministratori pubblici nei confronti della società e dell’attuale consiglio di amministrazione».

Una storia, quella della preziosa acqua calda che sgorga dalla roccia dell’Alta Valle datata 1895, anno nel quale i comuni sociali acquisirono dai fratelli Planta il diritto di proprietà sulla sorgente termale. Poi l’atto, datato 1913, con il quale i comuni concessero ad Alfredo Cola “il diritto esclusivo e lo sfruttamento della sorgente” per essere le acque termali “tradotte a Bormio e servirsene specialmente per bagni pubblici e bibite”. La convenzione, inizialmente stipulata per cinquant’anni, fu poi portata a novantanove anni, provvedimento che è andato di pari passo con gli sviluppi, le ristrutturazioni e la crescita di quello che oggi è racchiuso in Bormio Terme, lo stabilimento di via Stelvio che ben abbina sport, estetica e cure convenzionate con i servizi sanitari.

«Bormio Terme, società partecipata pubblica, che eroga ininterrottamente dal 1920 servizi termali a residenti e turisti così contribuendo allo sviluppo economico e turistico del comprensorio - ha continuato Triaca ieri commentando la firma dell’accordo di concessione - oggi riceve ufficialmente la conferma del diritto d’uso dell’elemento essenziale e imprescindibile per la propria attività, aprendo le prospettive a nuove iniziative di sviluppo, nell’ottica di aggiornamento e rinnovamento della struttura per mantenere ed incrementare la propria competitività. Un futuro di scelte importanti si profila all’orizzonte; un futuro nel quale l’acqua termale sarà nuovamente la protagonista».


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