Teleriscaldamento in affidamento diretto
L’impianto di teleriscaldamento di Tirano

Teleriscaldamento in affidamento diretto

La decisione Archiviate le diatribe del passato. In consiglio anche il voto favorevole di Mascioni. Contrario solo Della Vedova: «Era meglio fare la gara»

Ora è ufficiale. Con il solo voto contrario della minoranza “Radici e futuro”, guidata da Martino Della Vedova, e il voto favorevole della minoranza “Progetto per Tirano”, guidata da Sergio Mascioni, il consiglio comunale di Tirano ha deciso, giovedì sera, di procedere all’affidamento diretto del teleriscaldamento alla Tcvvv.

Archiviate le diatribe che hanno caratterizzato gli ultimi anni, «a tutela della cittadinanza e della conservazione delle caratteristiche dell’impianto di teleriscaldamento a biomassa, che favoriscono attività di forestazione locali e riduzione dell’inquinamento - ha affermato il sindaco - abbiamo privilegiato la via dell’affidamento diretto del teleriscaldamento, definito dalla Cassazione servizio pubblico».

Niente gara di appalto come inizialmente previsto, in quanto se pubblico è il servizio, «la rete è privata – ha proseguito – e privato è il fornitore di energia termica. Dunque in caso di nuova gara ci troveremmo di fronte al paradosso che l’eventuale nuovo gestore della rete di servizio pubblico dovrebbe contrattare la fornitura di energia termica con un unico operatore. Insomma per Tirano ciò significherebbe un aumento delle tariffe».

Sergio Mascioni, che pure è azionista nella Tcvvv, ha plaudito alla decisione del sindaco che ha definito «un gesto di coraggio». La minoranza «condivide l’operato del sindaco e non vedo alternative che possano fare l’interesse dei cittadini. Siamo qui solo a cercare di portare una soluzione migliore e quella adottata mi sembra di buon senso». Mascioni ha aggiunto che quello espresso dall’amministrazione è un «atto di fiducia», augurandosi che sia la spinta per altri allacciamenti e per migliorare qilservizio. Di tutt’altro avviso Della Vedova che ha citato il parere legale di Francesco Venosta: «La decisione di omettere la procedura competitiva non è dovuta, ma appartiene alla discrezionalità dell’amministrazione» si legge nel parere.

Risolvere i problemi

Amministrazione che, continua il documento «potrebbe anche procedere comunque ad una gara e di ricorrere all’affidamento diretto solo dopo aver constatato che la gara è andata deserta», visto che la Tcvvv potrebbe essere l’unico partecipante. «Sono d’accordo con Venosta che non esclude la possibilità di una gara – ha detto Della Vedova – che, dal mio punto di vista, sarebbe stato meglio indire. Al posto di un affidamento diretto fino al 2024 occorre risolvere le criticità della convenzione come il canone che il Comune dovrebbe percepire per attività silvopastorale».


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