Teglio, le scuole salutano Maurizio Gianola

Teglio, le scuole salutano Maurizio Gianola

Figura storica di insegnante e dirigente scolastico, lascerà alla fine di agosto il suo ruolo di dirigente dell’Istituto comprensivo di Teglio per il meritato pensionamento.

Una carriera davvero lunga. Dal 1972 al 1984, per dodici anni, è stato educatore al Convitto nazionale Piazzi di Sondrio dove, quest’anno, è stato rettore reggente. Poi è passato all’Istituto comprensivo di Berbenno come insegnante e collaboratore vicario del dirigente, Giuseppe Fumasoni, di cui ha preso il posto e alla cui memoria peraltro ha voluto intitolare l’istituto. Quindi dal 1 settembre 2004 fino ad oggi - l’incarico scade il 31 agosto - ha guidato l’Istituto comprensivo di Teglio.

«Mi reputo fortunato perché ho fatto nella vita la professione che desideravo e auguro anche ai ragazzi di oggi una tale fortuna e soddisfazione», dichiara Gianola che non riesce a nascondere la commozione di questo momento, quello dell’addio altrettanto importante nella vita di un uomo che, oltre alla famiglia, si è dedicato completamente alla sua scuola. Uno il filo conduttore dell’operato: «Il sottofondo, se possiamo chiamarlo così, è sempre stata la promozione dei valori al cui centro c’era la persona - commenta -. Penso così alle marce della pace che si sono tenute nei diversi plessi, all’aiuto ai vari missionari valtellinesi con iniziative in cui abbiamo coinvolto le famiglie e gli esperti del territorio».

All’Istituto comprensivo di Teglio, che riunisce circa 900 studenti e scuole di Teglio e frazioni, Aprica, Bianzone e, da qualche anno, anche Villa di Tirano, «ho cercato di far sentire i ragazzi appartenenti ad un’unica realtà - spiega il dirigente uscente -. Ho coinvolto le comunità in un percorso educativo e credo che sia servito. L’obiettivo è stato trovare il senso dell’appartenenza a qualcosa di sovracomunale, perché tante volte il campanilismo delle scuole esiste».

A 66 anni il percorso di Gianola non si concluderà: «Continuerò ad occuparmi dell’educazione scolastica, che sento dentro come una missione, e potrò dedicarmi di più alle mie passioni: il cinema e il teatro».


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