Venerdì 03 Ottobre 2014

Tassa di soggiorno

Chiavenna ci pensa

«Ma con un’intesa»

Una piazza gremita: il Comune studia come fare cassa

«Stiamo pensando all’introduzione della tassa di soggiorno». Annuncio a sorpresa quello dell’assessore al turismo del comune di Chiavenna Andrea Giacomini durante l’ultima seduta del consiglio comunale.

Presentando il quadro previsionale del suo settore l’assessore non ha escluso, anzi, che per il 2015 venga introdotta una tassa sui pernottamenti in città. Il piatto, come noto, piange per le casse del comune e l’amministrazione sta pensando di fare cassa per reinvestire i proventi della tassa sullo stesso settore. Quest’anno Chiavenna investirà sul turismo circa 78mila euro, in gran parte assorbiti dal Consorzio di Promozione Turistica. Non molti soldi per un comune che rimane a vocazione turistica. Il problema è che allo stato attuale non ci sono possibilità di incrementare la cifra. E non è affatto detto, anzi, che il prossimo anno dal punto di vista finanziario la situazione sia migliore. Due anni fa l’allora minoranza propose l’introduzione della tassa di soggiorno per finanziare il Consorzio e ridurre i costi del finanziamento a carico della fiscalità generale in modo da non introdurre nuove tasse.

Una proposta che non fu accolta dalla maggioranza del sindaco Maurizio De Pedrini con la motivazione che un discorso simile sarebbe stato possibile solo a livello comprensoriale per non creare squilibri tra realtà confinanti. Ora qualcosa è cambiato, probabilmente proprio a causa delle ristrettezze economiche in cui versa Chiavenna, che deve fare i conti con trasferimenti dallo Stato praticamente azzerati. «Questo discorso – ha spiegato Giacomini – può essere affrontato solo in accordo con le categorie economiche, albergatori in testa». Finora a livello provinciale l’Unione Commercio Turismo e Servizi si è sempre dimostrata molto scettica, per usare un eufemismo, di fronte a questa prospettiva. Ma quanto inciderà in realtà una tassa di soggiorno a Chiavenna? Calcolando una tassa di un euro a pernottamento, i pernottamenti in città sono circa 30mila l’anno, l’introito per le casse comunali sarà di conseguenza di 30mila euro. Una cifra tutto sommato limitata in generale, ma che potrebbe avere un notevole peso se interamente investita in attività e promozione che garantiscano un ritorno turistico per la località. Il tutto sapendo che il momento è difficile anche per gli stessi albergatori. Attualmente in provincia di Sondrio la tassa di soggiorno è stata applicata dai comuni dell’Alta Valle, precisamente Bormio, Valdidentro, Valdisotto e Valfurva, e dal comune di Sondrio.

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