Tartarughe lasciate al parco Bartesaghi  Ripescate e portate a Cesena
Una delle tartarughe d’acqua che si trovano al parco Bartesaghi

Tartarughe lasciate al parco Bartesaghi

Ripescate e portate a Cesena

Sondrio, nei laghetti una ventina gli esemplari di cui si sta prendendo curala sezione locale dell’Enpa.

Mani ignote le hanno abbandonate nei laghetti del parco Bartesaghi, ora l’Enpa se ne sta prendendo cura. Si sta parlando delle tartarughe d’acqua, una ventina che i volontari della sezione di Sondrio dell’Ente per la protezione animali stanno ripescando per trovare una dimora adeguata e sicura prima dell’inverno.

«Una volta ripescate - interviene a spiegare costa sta succedendo Sara Plozza, presidente dell’Enpa - saranno tenute in osservazione nella casa di un nostro volontario esperto». Provvedimento necessario per escludere la presenza di particolari patologie.

«Dopodiché - prosegue Plozza - sabato mattina partiranno per il “TartaFriend”, centro che si trova in provincia di Cesena». Una partenza possibile grazie al contributo economico dei cittadini e del Comune di Sondrio. Al proposito, la sezione locale dell’Enpa in collaborazione con quella di Monza e Brianza ha aderito alla campagna “TartaFriend”, che dà la possibilità di trasferire le tartarughe raccolte in centri speciali di accoglienza come quello in provincia di Cesena, «dove potranno vivere serenamente per il resto della loro lunga vita» in un habitat idoneo. Ma il viaggio ha un costo: «Per ogni tartaruga acquatica accolta in queste oasi viene richiesto un contributo».

Chi volesse aiutare a sostenere le spese (circa 50 euro per ogni tartaruga) potrà fare un versamento di qualsiasi importo «sul nostro conto corrente» al Credito Valtellinese (IBAN IT61Z0521611010 000000035890, intestato a E.N.P.A. onlus-Sezione di Sondrio, Largo Sindelfingen 20), «indicando la causale “TartaFriend” e tutti i dati personali», quali nome, cognome, indirizzo, «per ricevere copia dell’attestato». Per contrastare l’abbandono selvaggio, l’Enpa si è attivata per «il ritiro degli esemplari “di proprietà”, che non sono più gestibili in casa, sempre con offerta minima di 50 euro». In questo caso basta rivolgersi alla sezione locale per le informazioni necessarie.


© RIPRODUZIONE RISERVATA