Tartano, la giunta torna al suo posto   È l’ennesimo ribaltone dal 2019
Il municipio di Tartano

Tartano, la giunta torna al suo posto

È l’ennesimo ribaltone dal 2019

La svolta Annullata sentenza del Tar che aveva destituito gli assessori. Il sindaco resta sospeso

Il Consiglio di Stato annulla la sentenza del Tar e permette il rientro della ex giunta comunale di Tartano, che tornerà a governare al posto del commissario prefettizio.

Un nuovo cambio di scenario è avvenuto a Tartano con il pronunciamento del Consiglio di Stato al quale nei mesi scorsi aveva presentato ricorso lo stesso ente locale, contro la sentenza del Tar che nell’estate del 2019 annullò la nomina della giunta - indicata dal sindaco sospeso Oscar Barbetta - e i suoi atti, portando al commissariamento dell’ente in cui il funzionario della prefettura Immacolata Veneruso ha fatto le veci fino ad oggi della giunta comunale.

La questione si trascina dalle elezioni amministrative della primavera 2019 da cui uscì vincitore il gruppo che sosteneva Barbetta contro quello che candidava sindaco Piergiorgio Gusmeroli.

Proprio Gusmeroli insieme ai rappresentanti di minoranza Luigi Tripiciano e Giuseppe Vitale, si sono opposti prima al Tar e ora al Consiglio di Stato che infine ha sospeso l’esecutività della sentenza del tribunale amministrativo regionale, rinviando la trattazione nel merito della controversia al novembre prossimo. Concessi i tempi tecnici per la notifica del provvedimento del Consiglio di Stato, la giunta formata dal vicesindaco Osvaldo Bianchini e dall’assessore Danilo Barlascini potrà tornare al lavoro.

«Non possiamo che essere molto soddisfatti da questa decisione – afferma il vicesindaco Bianchini – prima di tutto perché restituisce agli abitanti di Tartano la giustizia e il potere della volontà elettorale da loro espressa in modo inequivocabile con le elezioni del 2019. Dispiace, ovviamente, che il Comune non abbia potuto operare attraverso il gruppo eletto in questo anno e mezzo, ma il nostro impegno sarà fin da subito quello di riprendere le fila del lavoro amministrativo curato dal commissario e dagli uffici con tutto l’impegno possibile da qui alla fine del mandato. Al commissario Veneruso va il nostro ringraziamento per il lavoro svolto e per la decisione di ricorrere, come ente locale, al Consiglio di Stato con la precisa volontà di ripristinare un organo di governo del paese che fosse espressione della volontà dei cittadini. Eravamo fiduciosi sul buon esito di questa azione e il risultato ha confermato la nostra fiducia».


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