Tariffa dell’acqua: «I costi più bassi della Lombardia»
Acqua “salata”, tema sempre caldissimo

Tariffa dell’acqua: «I costi più bassi della Lombardia»

Secam risponde alle lamentele coi numeri. A Belluno forfait di 250 metri cubi, contro i 153 di Sondrio.

La tariffa più bassa di tutta la Lombardia, del 40% inferiore anche a quella della provincia “gemella” di Belluno che, tra le altre cose, per chi non ha i contatori forfettizza un consumo annuo di 250 metri cubi contro i 153 indicati dalle bollette valtellinesi.

Si affida ai numeri Secam, la società che gestisce il sistema idrico integrato in provincia di Sondrio, per rispondere alle lamentele - «sempre le stesse» - dei proprietari delle seconde case - «di residenti che chiedano la revisione dei conti non se ne sono ancora visti» - in merito alle fatture inviate per i servizi legati all’acqua.

Negli uffici sondriesi della società interamente pubblica incaricata di gestire la partita per tutti i Comuni della Valle non ne possono più di sentirsi additare alla stregua di aguzzini, «anche perché - dicono - non è vero». E mostrano le carte.

La tariffa del servizio idrico integrato in provincia di Sondrio, così come stabilito nella delibera del 9 ottobre 2014, è di 0,99 euro al metro cubo per i residenti - con diverse gradualità tra i vari comuni - e di un euro per i non residenti cui aggiungere il costo fisso di 40 euro per i primi e di 70 per i secondi. A Belluno, l’altra provincia interamente montana d’Italia, per l’uso domestico dei residenti si spendono 1,3 euro che diventano 1,8 per i non residenti. Che significa un esborso minore di circa il 40% per gli utenti di Valtellina e Valchiavenna.

Che significa che per un single il cui consumo annuo è di 80 mc a Belluno sono richiesti 136 euro, 79 a Sondrio con un risparmio di 57 euro; per un consumo di 130 mc la bolletta di Belluno dice 215 euro, quella di Sondrio 128 e ancora per la fascia di consumo di 180 mc a Belluno si spendono 309 euro, a Sondrio 178, al netto dei costi fissi. Questo per chi è in possesso del contatore, come da norma (l’obbligo di misurazione dei volumi consegnati all’utente risale al 4 marzo 1996, concetto ulteriormente rafforzato il 3 aprile 2006).

Sistema forfettario

Differenze importanti anche nel caso di mancanza di contatore: Secam fattura un consumo presunto di 153 mc all’anno, a Belluno la società Gsp (Gestione servizi pubblici) ne addebita 250. Non solo.

Chi richiede l’installazione del contatore dell’acqua in provincia di Sondrio paga, da subito, le bollette in base al consumo reale - pro die - e non a quello forfettario come indicato nell’atto dell’Ufficio d’ambito del 29 settembre con il quale si stabilisce che la tariffazione dei consumi idrici del secondo semestre 2015 lascerà il regime forfettario per tutte le utenze che, essendone prive, richiederanno la posa in opera del contatore a Secam entro la fine di quest’anno.

Trattamento differente a Belluno dove contestualmente alla richiesta di installazione del contatore, l’utente deve dichiarare il numero di residenti nell’utenza perché «a ciascun residente verrà applicato un consumo presunto di 80 mc all’anno a far data dalla ricezione della richiesta» fino ad installazione avvenuta.

In queste ultime settimane, comunque, le richieste di installazione dei contatori si sono moltiplicate. «Sempre e solo da parte dei non residenti» specificano da Secam.

Intanto per chi tra gli utenti si è rivolto all’Autorità per l’energia elettrica, il gas e i servizi idrici alla ricerca di una sponda non arrivano buone notizie, non quelle sperate probabilmente. L’Autorità ha letto e scritto a Secam e all’Ufficio d’ambito, ma solo per chiedere, sollecitando un’azione più efficace, quale fosse la strategia informativa rispetto alla possibilità di abbandonare il regime forfettario passando alla tariffazione pro die. D’altro canto si tratta della stessa Autorità che ha approvato la delibera d’ambito della provincia di Belluno che prevede un forfait di 250 mc.

Piuttosto l’informativa all’Autorità potrebbe far supporre che sulla questione delle tariffe del servizio idrico integrato possa intervenire la Corte dei conti nei confronti di quei Comuni che nonostante l’obbligo di legge sono ancora privi di contatori.


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