Tango a Morbegno. L’invito è a ballare
L’undicesima edizione del Tango Festival si terrà nella cornice speciale dell’auditorium e del chiostro di Sant’Antonio

Tango a Morbegno. L’invito è a ballare

Domani e domenica. Il Festival giunto alla sua 11esima edizione si presenta con stage, spettacolo e milonga. Lezioni libere e gratuite ed esibizioni con artisti al top - Ivana Zecca: «Il ballo argentino attira anche turisti».

Domani e domenica Morbegno si stringe nell’abbraccio sensuale del tango. E lo fa attraverso l’undicesima edizione del Tango Festival che si terrà nella cornice speciale dell’auditorium e del chiostro di Sant’Antonio, sotto la direzione artistica di Ivana Zecca, dell’associazione culturale Serate musicali.

Un appuntamento ormai più che consolidato per gli appassionati del ballo più passionale del mondo, che diventerà un’occasione da non perdere per imparare il tango dai maestri più importanti del panorama internazionale e danzare con i molti ballerini che arriveranno a Morbegno. «Terminate le vacanze, ma ancora con spirito estivo, il Tango Festival ci propone un programma alquanto allettante, con diverse novità - dice Zecca -. Stage, uno spettacolo e la milonga sono i punti saldi di questo appuntamento ormai tradizionale durante la prima metà di settembre, ma i contenuti ogni anno sono sempre più accattivanti e non mancheranno le sorprese». Undici anni di successi non sono frutto del caso, qual è allora il segreto del Festival?

«Siamo arrivati all’undicesima edizione, un traguardo importante del quale mi sento particolarmente orgogliosa, l’apprezzamento del pubblico è la ricompensa più grande a chi dedica tanta energia nell’organizzazione di eventi. Sono quasi trent’anni che svolgo quest’attività con molta passione e credo di avere compreso l’importanza di leggere il gusto del pubblico, capire il suo bisogno e abbracciare le proposte che possano trovare un interesse, un riscontro. Infine, credo che il segreto sia ascoltare ed essere sempre pronti al dialogo, questa è l’unica via percorribile per il successo, se così possiamo chiamarlo». E ancora: «Il format di AlpiSonanti (cioè i concerti musicali itineranti firmati dall’associazione Serate musicali, ndr) ci ha permesso di creare una rete, favorire delle collaborazioni che si traducono in un’intrinseca sinergia. Abbiamo coinvolto molti Comuni e si può tracciare facilmente una mappa trovandovi tutti i paesi e gli enti pubblici che sostengono l’importanza di arricchire la vita culturale del cittadino. Ed è questo che ci irrobustisce e anche questo credo significa la parola successo: contribuire alla creazione di una società dove poter compiere ciò che ognuno di noi intende come proprio destino. E poi, certamente, la passione e la lungimiranza». La storia del Tango Festival, come detto, nasce undici anni orsono e subito fu subito ben accolto. «E col tempo abbiamo imparato ad affinare il format e a plasmarlo nel luogo dove è nato, Morbegno con l’auditorium Sant’Antonio e il suo meraviglioso chiostro».

Il Festival ogni anno è capace di richiamare un pubblico eterogeneo e di varia provenienza. «È importante la valenza, oltre che culturale e sociale, turistica del Tango Festival: l’iniziativa ogni anno attrae appassionati, curiosi e affezionati dall’intera provincia, dall’Alto Lario, dalle città limitrofe (Lecco, Milano, Bergamo, Brescia) e dalla vicina Svizzera, che con l’occasione approfondiscono la conoscenza del territorio e trascorrono del tempo nella Valle e nella città del Bitto trovando qualità, accoglienza e cortesia». E, ovviamente, l’abbraccio stretto del tango, in un viaggio ideale da Buenos Aires alla Alpi valtellinesi.


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