«Tangenziale, fermate quel progetto»

«Tangenziale, fermate quel progetto»

Annullare la delibera del Cipe relativa alla tangenziale di Tirano, le note dell’Anas e tutti gli elaborati progettuali approvati perché quel tracciato sacrifica eccessivamente i fondi agricoli e deve essere cancellato.

A chiederlo il ricorso al Tar presentato da uno dei proprietari terrieri, Elio Celso Paganini dell’omonima azienda agricola di Villa di Tirano, depositato nelle scorse settimane in tribunale a Milano.

E dunque alle obiezioni presentate dai cittadini durante il recente confronto in Comune a Tirano per fare il punto sulla questione espropri, fa seguito una presa di posizione più forte che chiama in causa la legge. Il punto è quello che fa discutere da tempo ormai, ovvero la scelta di far correre la nuova strada ad un chilometro dalla riva sinistra del fiume Adda a partire dalla località San Bernardo e fino alla località Ganda, tagliando di fatto in due porzioni la proprietà del ricorrente. «Ciò comporterà - si legge nell’atto depositato al Tar - la distruzione di oltre 40mila mq di frutteto dell’Azienda agricola Paganini che, dà lavoro a circa 50 persone, oltre alla devastazione di un territorio agricolo di eccellenza, noto ovunque quale sito di produzione della Igp - mela di Valtellina». L’azienda agricola in questione, infatti, è una delle maggiori realtà frutticole della zona con aree coltivate, con impianti ad alta densità, a melo e pero.

«La problematica in questione - si legge ancora nel ricorso - era ben nota agli enti che hanno partecipato alla conferenza dei servizi per l’approvazione del progetto e, in particolare, alla Regione Lombardia che, proprio a tal riguardo, ha dettato una specifica prescrizione recepita in sede di adozione di piano definitivo, secondo cui “si dovranno individuare e perseguire miglioramenti progettuali utili a ridurre la frammentazione del territorio agricolo nel tratto di circa un km a monte della località San Bernardo, rispetto al rapporto tra la nuova viabilità e la riqualificazione di quella esistente”». Una prescrizione che però secondo i legali di Paganini - lo studio Bonatti e associati - non chiarisce né i miglioramenti, né tantomeno indica quanto siano vincolanti rispetto alla progettazione esecutiva, lasciando di fatto che il definitivo faccia passare il tracciato su quei terreni.

Secondo il ricorso quelle variazioni al progetto avrebbero dovute essere fatte già in fase di disegno definitivo, con la verifica da parte di Anas della loro sostenibilità, per questo se ne chiede l’annullamento rilanciando, al contempo, la modifica del progetto secondo l’opzione che prevede che il tracciato corra su viadotto lungo il fiume Adda fino alla rotatoria di Tirano o al margine a monte del territorio coltivato.

«In questo modo - si legge nel ricorso - l’occupazione che ora prevede l’esproprio di circa 40mila mq di terreno, si ridurrebbe a circa 15mila a margine del fiume con un notevole risparmio di territorio e anche economico visto che Anas dovrebbe espropriare un numero minore di terreni».


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