Tagliato il nastro a Bormio. Ora il soccorso

ha un’unica sede

Ieri la cerimonia di inaugurazione all’Alute - Il capostazione Ricetti: «Ora posizione strategica» - Intervento possibile grazie alla Comunità montana

Tagliato il nastro a Bormio. Ora il soccorso ha un’unica sede
Foto di gruppo per la cerimonia di inaugurazione
(Foto di Rinaldi)

È stata inaugurata ieri mattina a Bormio la sede operativa del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico - VII delegazione Valtellina e Valchiavenna. Una realtà importante, negli anni cresciuta sempre più e diventata un punto di riferimento indispensabile per la montagna e per chi si avventura sulle vette.

Divise nere e gialle, oltre a quelle dei vari corpi intervenuti - dalla guardia di finanza, anche con gli uomini del soccorso, ai carabinieri, vigili del fuoco, corpo forestale dello stato, guide alpine, protezione civile - hanno colorato la zona dell’eliporto, in località Alute, dove ha sede questa nuova e importante struttura, punto di riferimento per tutta l’Alta Valle. A fare gli onori di casa è stato designato Giuseppe Spagnolo. «Questa è una sede importante - ha commentato il capostazione Luciano Ricetti - dal punto di vista logistico e operativo. Prima una parte dell’attrezzatura era in un posto, poi c’erano il magazzino, i mezzi e questo andava anche un po’ a discapito della tempistica. Ora tutto è radunato in un luogo e in una posizione strategica». Presenti anche i capostazione “storici”, da Tullio Faifer a Luigi Confortola e Luca Martinelli.

«Ringrazio i volontari vecchi e nuovi - ha commentato Severino Moranduzzo, ex capostazione di Bormio - che negli anni, con il loro operato, hanno conferito credibilità al soccorso alpino, a questa stazione. Siamo sempre stati carenti, e mi ci metto io per primo, nel dare significato e ringraziare i vari volontari che si sono succeduti negli anni per il loro operato: penso che questa sede rappresenti il grazie più grosso e significativo». Moranduzzo ha ricordato anche la genesi della struttura, pensata nel 2008-2009 dopo aver vagliato vari luoghi, un intervento possibile grazie al contributo della Comunità montana Alta Valtellina e alla vicinanza del Comune di Bormio.

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